«Se arriva la Cre non votiamo più»
BR bLOMELLO. /bAll'ingresso del paese, tra la chiesa di San Rocco e un albero, è steso, come un lenzuolo ad asciugare, uno striscione che dice: «Formigoni, non ti crediamo più». Ma è solo un assaggio. L'autorizzazione concessa alla ditta Cre per l'insediamento di un impianto di produzione di fanghi da spandere in agricoltura non piace ai residenti. La gente è stanca: «Abbiamo la Raffineria di Sannazzaro a pochi chilometri, la Oxon di Mezzana Bigli e ci mancava solo che autorizzassero un impianto per i fanghi a Lomello - dice bBenedetto Di Maria/b, 47 anni, padre di famiglia, preoccupato per l'aria che dovrà respirare anche suo figlio - Non sappiamo cosa ci sarà dentro quell'aria». «E poi - aggiunge la moglie, bSimona Sturla/b, 45 anni -. Come facciamo a sapere che cosa c'è nei fanghi che verranno prodotti? Non dovevano concedere l'autorizzazione. Temiamo anche che le nostre case possano subire una svalutazione». Gli striscioni si moltiplicano entrando nella piazza del paese. Appeso al balcone del peso pubblico, un cartello dice 'Independence day", e un altro ancora rivolto verso il governatore lombardo: «Formigoni, Lomello non vuole essere l'industria del rifiuto». Molto esplicita la scritta che spicca all'ingresso della chiesa di San Rocco: «Cre, non ti vogliamo», assieme a «Il mondo e prezioso per noi. Non distruggetelo... se potete». bLuciana Ferro/b ha un negozio di fiori: «Abbiamo paura del traffico di camion che ci sarà, temiamo che la nostra attività sia danneggiata e Lomello, un paese storico, bellissimo, che fine farà?». bFranco Pelizza/b, il vice-sindaco, dice: «I politici che dovevano tutelare i nostri interessi non lo hanno fatto e noi abbiamo due ricorsi aperti. La gente è preoccupata soprattutto per l'aria. I camion dicono che li faranno passare da Pieve del Cairo, non da qui, per arrivare all'impianto». L'area scelta, nella zona della cascina Galilea, è in aperta campagna, tra Lomello e Pieve del Cairo, strada stretta per i camion che dovranno passarci. «La Regione non doveva autorizzare l'impianto - dice l'assessore bBruno Cerri/b -. La Lomellina è una zona da tutelare, ha storia, ambiente, produzione di riso, invece abbiamo visto arrivare nel tempo insediamenti come l'inceneritore di Parona, la Raffineria, la Oxon. A Lomello passano già 2.400 veicoli ogni giorno. E non c'è una circonvallazione». Il giovane bPaolo Greco/b osserva: «Con la popolazione cosi motivata, la battaglia contro la Cre è ancora aperta. Se le comunità saranno unite, la Cre potrà anche recedere, magari trasferirsi più lontano, cambiare posto». bFrancesco Trecate/b avanza invece un'idea di ampio coinvolgimento: «Provino Lomello e Galliavola, alle elezioni provinciali del 15 maggio, a disertare le urne, rifiutare il voto. Sarà una forma democratica per dare voce alla nostra gente e alla nostra protesta». L'agricoltore bStefano Goggi/b ha anche altri timori: «La Cre è solo la punta dell'iceberg. E' un problema grave per il territorio; speriamo non distolga l'attenzione sul tema ancora latente delle ceneri di Parona che potrebbero finire in una discarica nella vicina Galliavola». bPaolo Piovera/b, fratello del sindaco del paese, è ancor più drastico: «Tutto è passato sulle nostre teste. L'imprenditore, si sa, fa il suo mestiere. E perché i sindaci non possono fare il loro nel trasmettere il dissenso di un intero bacino nei confronti di una nuova minaccia? Di fronte all'autorizzazione della Regione anche la Provincia non ha potuto che rassegnarsi. I ricorsi al Tar? Sono l'ultima nostra speranza». bGiuseppe Cotta Ramusino/b ha altri tipi di dubbi: «Sono deluso per come la collettività sta affrontando il problema Cre, in parte rassegnata. L'assemblea pubblica è servita a informare, ma non è bastata. Occorre andare oltre, superare con proteste anche eclatanti l'azione di imbonimento che la Cre sta facendo oggi, tra le famiglie e con investimenti in pubblicità». (Ha collaborato Paolo Calvi)BR
Denis Artioli