«La provincia chiede e dà poco»
b PAVIA./b Pavia potrebbe chiedere di più e nello stesso tempo essere più generosa. Ne sono convinti sia in Fondazione Cariplo che in Fondazione Comunitaria, la costola pavese dell'ente. Lo scorso anno i fondi per il Cnao del policlinico, per salvare il Duomo di Voghera, per sostenere lo sforzo per quello di Pavia, per restaurare l'antica chiesa di Lomello o per sostenere la fondazione Il tiglio di Ceranova che si occupa di disabili. E poi i fondi per i 450 anni del collegio Borromeo, per restaurare il prezioso fondale del teatro Carbonetti di Broni, per aiutare l'Anffas. Tanti progetti. Ma potrebbero essere di più. I bandi di Fondazione Cariplo sono in rete, ma come suggerisce l'ex senatore Giovanni Azzaretti, uno dei pilastri storici «bisogna verificare bene che le domande siano presentate nel modo migliore». Ma dal suo ufficio pavese, il presidente di Fondazione Comunitaria, Giancarlo Vitali lancia un'altra sfida. Entro il 2012 si devono raccogliere 5 milioni di euro per poter far scattare il bonus da 10 milioni promesso dalla casa madre. Uno sforzo titanico per la provincia di Pavia. In otto anni si è arrivati a sfiorare i 4 milioni. Il tempo però corre. C'è la crisi e ci sono vecchie diffidenze locali. «Pavia e la provincia che sono bravissime nel chiedere aiuto alla Fondazione - osserva Giancarlo Vitali - sembrano dimenticarsene quando è tempo di essere solidali, di entrare nella logica del dono. I motivi sono tanti. Primo: manca il capitale. Non c'è più la grande agricoltura, la grande industria. Tanti piccoli Comuni e piccole parrocchie. L'unica vera fonte di lavoro sono l'università e le strutture sanitarie. Secondo motivo: è un territorio frammentato. Tre territori, tre diocesi, storie differenti. Ognuno pensa in proprio non in una logica di territorio. Non siamo abituati e educati alla cultura del dono, cosi come chiede la logica di Fondazione Cariplo. Stiamo cercando di cambiare questa mentalità. E' la nostra sfida».BR