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BR SAN MARTINOBR Non è giusto che paghinoBR soltanto le famiglieBR BR Nel dicembre 2009, ad anno scolastico in corso, la giunta comunale di San Martino Siccomario approvava l'aumento dei buoni pasto della scuola d'infanzia (+20%) e della scuola primaria (+29,4%) con decorrenza 1º gennaio 2010. Lo stesso provvedimento comportava l'aumento dei buoni pasto (+22,2 %) e delle rette dell'asilo nido (+ 12,5%) a partire dal 1º settembre 2010.BR Il provvedimento fu da subito considerato un atto grave: da un lato, andò a gravare sul bilancio delle famiglie, già penalizzato dalla crisi economica in atto; dall'altro, cambiò le condizioni economiche ad anno scolastico in corso, con l'aggravante che l'aumento del buono pasto non garanti un innalzamento dello standard qualitativo e quantitativo del servizio.BR A un anno da questi aumenti il «Gruppo genitori San Martino» sta raccogliendo le firme per una petizione popolare in cui chiede non solo di rivedere il provvedimento sopra citato ma sottolinea «il malessere che aleggia nella comunità e il sentimento condiviso che la solidarietà sociale, da parte di chi dovrebbe salvaguardare l'interesse dei propri cittadini, sia venuta meno».BR Questa iniziativa sta riscuotendo un'altissima adesione. La prima risposta, però, da parte dell'assessore al bilancio Renato Abbiati è stata: «In consiglio comunale approveremo un bilancio di lacrime e sangue». Inoltre l'assessore, con orgoglio, ha ricordato che a San Martino «non viene applicata l'addizionale Irpef, dal 2001 sono soldi che le famiglie risparmiano» (rif. Provincia Pavese 25 gennaio).BR Ci fa piacere che l'argomento Irpef sia stato ripreso dall'assessore Abbiati. Il 1º febbraio 2010, poco tempo dopo l'entrata in vigore degli aumenti, i rappresentanti dei genitori di San Martino ebbero un incontro con l'amministrazione. Fulcro dell'intervento dei genitori, intitolato non a caso «Una modesta proposta», fu proprio l'ipotesi di reintroduzione dell'Irpef. Dati alla mano, calcolammo che gli aumenti delle tariffe scolastiche introdotti avrebbero fruttato circa 67.000 euro l'anno mentre la reintroduzione di un'aliquota Irpef dello 0,5 avrebbe portato nelle casse comunali ben 117.000 euro (stimando una base di 1.500 contribuenti su 5.600 abitanti).BR La reintroduzione dell'Irpef sarebbe dunque una mossa più redditizia per l'amministrazione e più sostenibile per le famiglie: con l'aumento delle tariffe scolastiche una famiglia con due figli spende in media 48 euro in più al mese (fino a 75 euro in più se usufruisce dell'asilo nido). Con la reintroduzione dell'Irpef una famiglia con due redditi contribuisce con 8 euro al mese. C'è una bella differenza!BR La proposta non venne accolta: «Per il momento non si può - ci venne detto - vedremo l'anno prossimo». Ecco, «l'anno prossimo» è arrivato e siamo davanti non solo al mantenimento degli aumenti ma a un bilancio «di lacrime e sangue».BR Da parte dei genitori vi è consapevolezza e condivisione del fatto che il bilancio del Comune viene predisposto in un momento in cui le uniche certezze sono quelle negative: i mancati trasferimenti da parte dello Stato, il rispetto dei vincoli imposti dal Patto di stabilità ecc.BR D'altra parte, solo chi è politicamente e socialmente miope non si rende conto che la crisi economica, devastando il sistema occupazionale, pesa prima di tutto sui bilanci delle famiglie. E le difficoltà delle famiglie mandano in corto circuito tutta la comunità, mettendo a nudo altre criticità ed emergenze. In conclusione, la nostra voce di gruppo genitori è sempre stata e sempre sarà propositiva: non chiediamo di non pagare niente, ma che il sistema impositivo sia equo e spalmato su tutta la popolazione.BR
Gruppo genitori San Martino Siccomario