Gambolò, lite al bar e titolari aggrediti Arrestato un 41enne

BR bGAMBOLO'. /bbPrima hanno litigato fra loro. Poi i tre clienti se la sono presa con i titolari del bar Sport e un carabininiere. Uno dei tre avventori è stato arrestato.BR /b Le manette sono scattate per Remo Bianchi, 41 anni, che vive nel campo nomadi di Gambolò. I carabinieri stanno cercando di identificare gli altri due uomini che erano con lui l'altra sera, nel bar di via Mazzini. Il locale è gestito da due cittadini cinesi, marito e moglie, aiutati da una connazionale. Secondo il racconto degli aggrediti, quando verso le 21 i tre uomini - Remo Bianchi e due più giovani - sono entrati già apparentemente alticci. Hanno iniziato a litigare fra loro. Il titolare ha cercato di calmarli: lo hanno preso a pugni dopo aver rotto delle sedie, malmenando poi anche le due donne. A quel punto, i baristi hanno chiamato i carabinieri: sono arrivate a Gambolò una pattuglia della stazione e una del nucleo radiomobile di Vigevano. Remo Bianchi, che ha precedenti penali, ha aggredito un carabiniere: è stato arrestato per resistenza e denunciato per danneggiamento. Per i tre cinesi, tutti malmenato, cinque giorni ci prognosi ciascuno. Racconta Yang Zhaone, moglie del titolare: «Ero nel locale con la ragazza che lavora con me - dice la donna - Sono entrati quei tre uomini, già alticci. Uno barcollava, ma ha chiesto da bere. Gli ho detto che non l'avrei servito se prima non pagava la consumazione». A quel punto, «ha cominciato a danneggiare il locale, lanciando il porta bustine di zucchero contro uno specchio, a pochi cemtimetri dalla mia testa». La ragazza è corsa a chiamare il titolare del bar, Zhang Zongjian. «Hanno picchiato anche lui, usando anche sedie e portarifiuti, finché scappato fuori». Una vicina di casa ha chiamato i carabinieri. «Nel frattempo si sono avventati su noi donne». Adesso, «ho paura che tornino - spiega Yang Zhaone - Se dovesse accadere ancora, mi chiuderei dentro il locale. E' stato terribile per me vedere mio marito ridotto a una maschera di sangue». Anche le telecamere installate fuori dal locale saranno utili per accertare l'identità degli altri due aggressori. «Dopo le botte, il proprietario è uscito dal locale gridando aiuto - racconta il pensionato Angelo Papetti, 70 anni, uno dei clienti che hanno assistito - e sono uscito anch'io. Uno degli aggressori si è avvicinato a me, dicendo con tono minaccioso: 'Io ti conosco, so chi sei. Attento a quello che fai, perché ti vengo a cercare"». Finito tutto, «mi sono fatto accompagnare a casa da due amici, ero ancora molto scosso per l'accaduto». Gli anziani che si ritrovano nel locale di via Mazzini ieri dicevano di essere «estremamente dispiaciuti, poichè nel corso degli anni ci siamo affezionati ai proprietari».BR (ha collaborato Elisabetta Magnani)BR

Anna Mangiarotti