Muffa e crepe nelle case comunali

PAVIA.Muffa, infiltrazioni, crepe. Quei lavori per installare i nuovi ascensori che non finiscono e lasciano le scale al freddo. Per non parlare delle buche nel cortile, causate dall'andirivieni di un cantiere non voluto e mal tollerato: sono le case popolari del Crosione. Sedici porte per ogni scala, sei palazzine, un centinaio di famiglie. «Non si può vivere cosi», protestano gli inquilini delle case comunali.
Patrizia Azzarelli apre la porta scusandosi, «con il martello pneumatico dei lavori è uscita fuori asse e si sono formate le crepe», spiega. Poi mostra le camere da letto, dipinte a inizio dicembre. Mostra il prodotto anti muffa utilizzato. E poi le macchie: «Ho dovuto buttare un armadio e il letto per le infiltrazioni - racconta -. Apro le finestre e tengo i termosifoni accesi ma non si asciuga mai. Prima rinfrescavo ogni sei mesi. Ma ora è eccessivo». Dal contratto del 1995 l'appartamento risultava «in zona di degrado» e «stato di conservazione scadente». «L'affitto è più che raddoppiato - spiega -. Con gli ascensori pensano di trasformare il palazzo. Ma io non pagherò più finché non metteranno a norma». A casa di Sabrina Spiritelli è peggio: le macchie sono nere, le crepe evidenti. «Mando foto al Comune ogni anno - racconta -. Mi dicono che è condensa, che sono gli animali. Ma io apro tre volte al giorno e per l'umidità è scoppiata la lampadina in cucina, mentre per gli sbalzi di corrente del cantiere si è bruciato il decoder». «Noi abbiamo fatto lavori e risolto il problema, ma siamo abbandonati», spiegano Renata Ferrari, mentre Mariella Amati racconta: «La muffa è tornata dietro i mobili da quando hanno attaccato il nuovo palazzo».
Molti non vedono di buon occhio i nuovi condomini che oscureranno la vista e il sole. «Vede questa crepa? - si sfoga Alessio Verban, casa immacolata, mobili nuovi -. Non c'era. Io qui ci sono nato nel 1954, un anno dopo la costruzione. Ma dall'inizio del cantiere non si contano le crepe». E proprio dietro la parete della camera da letto, passerà l'ascensore del condominio di fianco.
In due pozzetti dell'ascensore l'acqua ristagna, i lavori sono fermi. «E' solo la pausa natalizia - rassicura Francesco Castelli, responsabile dei lavori per la ditta Elp -. A causa del maltempo i castelli degli ascensori saranno terminati in ritardo a gennaio». E su crepe e crolli, spiega: «La stabilità non è in pericolo, sono tutte fratture vecchie prima coperte dall'intonaco che ora ha ceduto per le vibrazioni». L'assessore ai lavori pubblici Luigi Greco allarga le braccia: «Quello che possiamo fare, lo stiamo facendo. Anche nel 2011 abbiamo messo a bilancio risorse, con quelle già stanziate stiamo sostituendo i serramenti e mettendo i pannelli per coprire la muffa, altro non possiamo fare».
Fuori, nel piazzale, ci sono i rifiuti, le buche, la cronica carenza di parcheggi. «La settimana prima di Natale ci eravamo lamentati - spiega la cartolaia Valentina Vicini -. Per qualche giorno sono passati a pulire, poi non si sono più visti». E lo scontento per gli amministratori, «Che in campagna elettorale erano sempre qui», si fa sentire. «Ci avevano promesso nuovi parcheggi un anno fa - tuona la panettiera Francesca Ottobrino -, ma qui non si vede niente». «Le periferie sono dimenticate, al cassinetto, ci sono buche ancora più grandi e strade più sporche», scuote la testa Gina Giglio. Ormai è una gara. (a.gh.)