Vendola: esecutivo tecnico? Una truffa
FIRENZE.«Una gigantesca truffa». Vendola boccia la proposta di Massimo D'Alema per un governo tecnico che vari anche riforme economiche. Non è un problema tecnico ma politico, spiega il portavoce di Sinistra ecologia e libertà, «perché si possono fare riforme che curano o che uccidono il malato. Ci sono delle riforme di destra che non toccano redditi e ricchezze di un certo mondo privilegiato, la speculazione e la rendita finanziaria; oppure ci sono delle riforme che toccano chi ha accumulato ricchezze vergognose e che provano a salvaguardare il welfare». Oggi bisogna «salvare il Paese dal tremontismo, da chi pensa che la spesa sociale si possa sacrificare nel nome della riduzione del debito pubblico».
Lavoro e sindacato sono stati i temi principali della seconda giornata del congresso di Sel in corso a Firenze con gli interventi dell'intero stato maggiore della Cgil, dal segretario generale Gugliemo Epifani, al leader delle tute blu della Fiom Maurizio Landini e al segretario della federazione della conoscenza Mimmo Pamtaleo. Nessun imbarazzo per Sel che non fa professione di equidistanza: sta senza remore con la più rappresentativa organizazione sindacale. Interesse reciproco, a sentire l'appasionato intervento di Epifani, in procinto di lasciare a Susanna Camusso la guida della Confederazione che pronuncia parole di difesa strenua dell'operato della Cgil che ha trascorso questi due anni e mezzo di crisi a fare i conti con la rottura sindacale mantenendo alta la mobilitazione. Epifani ha voluto rovesciare «le verità del governo», spiegando che con la crisi economica in Italia si sono persi 800 mila posti di lavoro mentre al momento sono 600.000 i lavoratori in cig. «Eppure, a differenza di quello che è accaduto in altri paesi, in due anni di lotte, di picchetti di proteste sui tetti delle fabbriche, di manifestazioni, non è mai successo il minimo atto di violenza, nessuno, neanche una vetrina rotta». Aggiungendo che «in due anni, dall'inizio della crisi economica, le categorie della Cgil, compresa la Fiom hanno firmato nelle aziende tra i 10000 e i 12000 accordi».
L'ovazione per Epifani non si era ancora spenta che arriva quella per Maurizio Landini, il segretario della Fiom. «Di Vittorio ce lo ha insegnato: non bisogna togliersi il cappello di fronte al padrone» ha detto per spiegare l'atteggiamento della sua organizzazione e per confermare orgogliosamente, anche rispetto alla sinistra, la piena autonomia. «Se governo e Fiat andranno avanti cosi si renderà necessario organizzare uno sciopero generale» avverte mentre viene giù il teatro dagli applausi. Ma, si è chiesto Landini, perché un lavoratore dovrebbe votare la sinistra se questa è equidistante tra gli operai e Marchionne? Perché «il metodo di lavoro che Sergio Marchionne vuole estendere in tutti gli stabilimenti Fiat è la catena di montaggio che distrugge fisicamente, oltre a portare lo sfruttamento a livelli insopportabili». Landini parla anche di Melfi, dove su un totale di 5 mila dipendenti, 2 mila e duecento hanno ormai capacità lavorative ridotte, perchè si sono letteralmente rotti i muscoli». Da registrare anche il tributo di applausi all'intervento di Occhetto, ultimo segretario del Pci che si è scagliato contro la guerra «che deve diventare un tabù come l'incesto e lo schiavismo». Oggi il congresso si chiude con la replica di Vendola.