Addio a Luca, il «Peano» sotto choc
TORTONA. La scuola è sotto choc. Gli amici, i compagni, i professori e il personale non docente del liceo scientifico Giuseppe Peano di Tortona faticano ad ammettere a sè stessi che è tutto vero: Luca Walter Guerci non c'è più, non si siederà più in quel banco della 4ª A. Nei corridoi della scuola si respira un'atmosfera quasi irreale. «Abbiamo saputo della tragedia subito, quasi in tempo reale», afferma il preside della scuola tortonese, Carlo Buscaglia.
«Con lui - prosegue il preside - c'erano altri ragazzi, altri studenti della scuola che venivano dalla stessa festa: la notizia è corsa subito in tutta la città. Era un ragazzo esuberante, allegro, sveglio, vivace, di compagnia. E' una tragedia che ci ha colpito tutti allo stomaco: noi insegnanti, i ragazzi. Io conosco pochi studenti, visto che non insegno direttamente, ma lui era uno di quelli che conoscevo. Stamattina sono andato in classe, ho visto che il posto di Luca era occupato: una dimostrazione di affetto da parte dei suoi compagni, come per dire che è ancora con loro. I ragazzi mi hanno detto che la sua assenza dalla classe si sente».
Quando ci saranno i funerali?
«Non lo sappiamo ancora - risponde il preside - E dobbiamo ancora parlare in consiglio di istituto per decidere cosa fare. Non credo che proporremo un giorno di sospensione scolastica, ma parteciperamo sicuramente alle esequie con la bandiera della scuola. Credo che anche i suoi compagni e amici proporranno qualche iniziativa per ricordarlo degnamente. Ora ci aspetta un altro gravoso compito, quello di parlare con i ragazzi: non è facile trovare le parole giuste quando la morte li tocca cosi da vicino».
Decisamente affranta è Cinzia, la bidella. «Aveva sempre voglia di scherzare, non si capiva mai quando faceva sul serio. - racconta, in lacrime - Sabato mattina, il giorno che è morto, aveva compito in classe di latino. Mi ha chiesto il dizionario, perchè aveva dimenticato a casa il suo. Quando lo ha visto ha cercato di convincermi che era proprio quello il suo vocabolario. Lo stesso giorno ha portato un vassoio di paste. Gli ho chiesto cosa festeggiava e lui ha risposto: 'Non lo sai? Mi sposo". Gli ho detto 'Dai, falla finita" e allora lui mi ha raccontato sorridendo che era il suo compleanno. Ho ancora il suo sorriso negli occhi, questa immagine non se ne va. Era un ragazzo d'oro, non meritava di finire cosi».
«Io lo conoscevo solo di vista, frequento il classico - raccontava ieri mattina Gianluca, un quasi coetaneo uscito prima da scuola - Ci si trovava qualche volta per giocare a pallone qua sotto dopo le lezioni. Alla festa cui è andato c'erano dei miei amici più grandi, mi hanno subito telefonato per dirmi cosa è accaduto, anche se era piena notte».
Giulia è ancora più sconvolta. «Veniva dalla festa di compleanno di un altro amico - racconta la ragazza - Anche se era pure il suo compleanno, Luca aveva deciso di posticipare la sua festa di una settimana per non sovrapporsi. Alla festa, in collina, avrei dovuto partecipare pure io, ma poi ho avuto un problema e non sono andata. Gli altri miei amici erano dietro di lui, con altre moto e auto: sono stati loro a scoprire cos'era accaduto, pochi minuti dopo. Non ci posso ancora credere, non può essere morto». Tra i tanti commenti, anche una proposta: quella di intitolare il campo di Villarognano a Luca Guerci, calciatore della squadra locale, che, domenica in segno di lutto, non ha disputato la partita del campionato. E' presto, però per parlare di tutto questo: adesso è solo il tempo del dolore. (ha collaborato Angelo Bottiroli)