«Vacanze scontate, un bluff»
CASORATE. Aveva acquistato un pacchetto vacanze per 10 anni con sconti speciali, da scegliere entro il circuito 'Sami club vacanze italiane". In cambio gli era stato chiesto, e aveva versato, 7.490 euro. Ma di vacanze scontate il cliente in due anni non ne ha mai viste. Per questo ha deciso di rivolgersi a Federcosumatori Pavia, che ora sta valutando se interessare il proprio staff legale.
Al centro della vicenda c'è un uomo di Casorate. G.R., nel 2008 ha trovato nella cassetta della posta un invito firmato da un'azienda di Padova, invito che informava di una vendita promozionale in programma in un hotel della zona. L'uomo, incuriosito dalla proposta, ha raggiunto il luogo dell'appuntamento. I venditori della società padovana gli hanno spiegato la loro promozione: un pacchetto di vacanze scontate, di durata decennale, da scegliere entro il circuito 'Sami club vacanze italiane", dietro compenso di 7.490 euro. La pagina pubblicitaria del contratto, e la documentazione, assicurano che il risparmio è almeno del 5% e che può salire sino al 50% dei prezzi praticati dalle agenzie di viaggio. A G.R. è sembrata una cosa semplice e conveniente: grazie a un esborso iniziale, anche se consistente, venivano assicurati 10 anni di vacanze a buon mercato, oltre a un 2X1 e ad un buono sconto da 500 euro da spendere entro 18 mesi. Il cliente, convinto dall'offerta, ha accettato, staccando due assegni postdatati e versando un acconto di 490 euro.
«A quel punto, appena la stagione l'ha consentito, la famiglia ha deciso di mettersi in viaggio - spiega Mario Spadini, presidente di Federconsumatori Pavia -. Seguendo le istruzioni del contratto, ha tentato di prenotare la prima vacanza, ma i posti non si trovavano: o era tutto già prenotato, oppure in alternativa erano a disposizione località non appetibili. I tentativi si sono susseguiti con lo stesso risultato e si è cominciato a capire che qualcosa non funzionava». «Per un po' i recapiti forniti dalla ditta non rispondevano - prosegue Spadini -, poi il cliente è riuscito a rintracciare il responsabile e, dopo aver letto il contratto, ha deciso di avvalersi della clausola prevista dall'art. 13, ovvero di uscire da circuito. In quel momento erano trascorsi 18 mesi dalla data di stipula del contratto. Anche se non viene scritto chiaramente, sembra che il contratto preveda la restituzione, in tutto o in parte, del denaro versato. La risposta è stata incredibile: si è chiesto al cliente di ratificare la fuoriuscita dal circuito prendendo atto che da quel momento avrebbe rinunciato a tutte le condizioni agevolate. In compenso l'organizzazione avrebbe elargito il corrispettivo del pagato in buoni spendibili nel circuito 'Sami club"». «L'uomo cosi è caduto dalla padella alla brace - conclude Spadini - perchè il regolamento prevede l'utilizzo dei buoni fino alla concorrenza del 5% del pacchetto prenotato, minimo di 500 euro. Queste organizzazioni sono pensate e realizzate per spillare soldi a persone in buona fede utilizzando sistemi al limite della legalità».