Il comitato trova spazio all'Itala
PAVIA.Il comitato bocce trova casa. La sezione pavese sta allestendo la nuova sede negli spazi concessi dalla cooperativa Itala, in via Cantoni, dopo aver utilizzato per un anno e mezzo la casa del vice presidente Giampiero Raschioni. «Grazie all'Itala il comitato torna in una bocciofila e lo fa a costi contenuti perché paghiamo solo l'elettricità e il telefono - dice il presidente Enzo Viola - . A settembre dovremmo essere operativi». Il che significa tornare ad essere un punto visibile per le 6 sei società (le pavesi Itala, Casanova, Gorla, Mirabello, Belgioioso, Bereguardo) e i 170 iscritti. Sono di più, cioè circa 300, gli iscritti dei comitati di Vigevano e Voghera, dove ci sono anche più società: una decina tra Lomellina e Abbiatense, una dozzina in Oltrepo.
In tutti i comitati i giocatori diminuiscono o sono al massimo stazionari, perché i giovani sono rari e quelli forti vanno a giocare per le squadre bergamasche, milanesi o venete. «Le bocce a Pavia erano una tradizione - spiega Viola - ma senza sponsor di peso è difficile tenere qui i giocatori forti. Con i pochi fondi che ci sono è già tanto restare a galla».
«Considerate che dei 35 euro del tesserino nazionale solo 4 euro restano nei comitati - spiega Raschioni - e con i soldi delle iscrizioni le società faticano a pagare tutto, cioè le maglie, le trasferte e tutto quel che serve per restare aperti». E pagano tanto anche i giocatori visto che le bocce costano almeno 90 euro, le scarpe almeno 40, l'iscrizione a un torneo 11, almeno 50 tra tesseramento federale e quello del club. E poi c'è la divisa, che spesso la società paga solo in parte.
Dagli enti pubblici i soldi per le società arrivano con il contagocce e solo per organizzare dei tornei di alto livello. «Alla Regione abbiamo smesso di chiedere fondi - dice Viola - perché i contributi che arrivavano erano diventati più bassi delle spese di tenuta del conto corrente e dell'Iva delle fatture da presentare». (cla.mal.)