Consumi in calo, tre mesi a -0,4%
PAVIA. Una leggera ripresa ad aprile e poi di nuovo giù: i consumi a Pavia sono tornati a scendere. Secondo Istat, Ascom e Confesercenti negli ultimi tre mesi si è registrato un calo dello 0,4%. E i saldi hanno accusato un crollo del 20%.
«Periodo difficile»: scuotono la testa i rappresentanti delle associazioni di categoria, che da mesi studiano i segnali di una crisi dura da combattere. Segnali che, tradotti in cifre, dipingono un quadro di difficoltà. Complessivamente a maggio, rispetto ad aprile 2010, le vendite in città sono calate dello 0,3%; a giugno si è ripresentata la sofferenza del mese precedente; a luglio la situazione è leggermente peggiorata, facendo segnare -0,4%. In questo panorama a rallentare il passo, con -2%, sono sia il settore alimentare che non.
L'analisi prende in considerazione poi i punti vendita divisi per tipologia-dimensioni: la grande distribuzione perde lo 0,5% e piccoli negozi il 2,9%. In particolare, a fare le spese di questa situazione sono i piccoli del settore alimentare, con -3,9%, mentre il non alimentare registra un -2,7%.
Se guardiamo a inizio 2009, i dati Istat evidenziano un calo dell'1% per la grande distribuzione, mentre i supermercati (sotto gli 11mila metri quadrati) se la cavano con un -0,5%; i negozi che contano non più di 5 addetti accusano un -3,1%; infine la media distribuzione registra un -3,3%.
«Questo dato dimostra che c'è uno spostamento di consumi dalla piccola alla grande distribuzione - spiega Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti Pavia -. Ma dimostra anche che la sofferenza è trasversale. Chi resiste alla crisi? I negozi specializzati; tengono anche i punti vendita di elettrodomestici e supporti magnetici. Vanno male invece i negozi di calzature e abbigliamento, le cui vendite sono scese del 4,5%».
Per Ascom Pavia l'analisi ad un certo punto diverge. «Con riferimento al 1º luglio i dati di Confcommercio che affermano che i piccoli negozi tengono, e che ad accusare una flessione delle vendite è la grande distribuzione, soprattutto alimentare - spiegano i vertici dell'associazione -. Questi due ultimi mesi non sono stati eclatanti. C'è poca euforia. I saldi hanno reso solo i primi dieci giorni. Le vendite sono andate bene nelle sere in cui si è posticipata la chiusura dei negozi fino alla mezzanotte. Ma l'iniziativa ha funzionato soprattutto per i punti vendita che si rivolgono ad una clientela giovane».
«La sensazione è che la grande distribuzione abbia finito il ciclo - conclude Ascom -. La tendenza è quella di dimensionarsi su una media struttura specializzata: non l'ipermercato da 10mila metri quadrati, ma tanti da 100 metri che possano garantire una buona scelta. Questo potrebbe essere anche un buon presupposto per far conoscere il centro commerciale naturale di Pavia».
Per Ascom, infine, occorre guardare al tipo di acquirente medio pavese. E conclude: «Abbiamo sempre più famiglie costituite da una o due persone che hanno momenti di svago anche diversi dal recarsi con tutta la famiglia al centro commerciale. Per loro il tempo è importante, non solo il prezzo, e vogliono trovare in un solo punto ciò di cui hanno bisogno».