Rapina in villa, due arrestati

BEREGUARDO. Uno di loro aveva lavorato come muratore nella villa presa di mira e aveva dato informazioni decisive ai complici. Ma i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Pavia hanno scoperto tutto e hanno arrestato l'intera banda che, nella notte tra il 29 e il 30 gennaio scorso, aveva rapinato e sequestrato due pensionati Carmelo Spairani e la moglie Giuseppina Scotti.
L'altro giorno i militari hanno arrestato gli ultimi due componenti della gang. Si tratta di Renato Lukani, un albanese di 30 anni domiciliato a Mortara in via Fratelli Sforza e Eugert Lukani, un albanese di 24 anni, che abita a Garlasco in via Santa Lucia 14. Eugert Lukani aveva effettuato lavori dentro la villa e aveva ottenuto informazioni decisive per l'assalto notturno. Lo scorso mese di aprile i carabinieri avevano arrestato altri due componenti della banda Iulian Lautaru e Mihail Podeleanu di 20 e 22 anni.
L'indagine ha quindi permesso di sgominare una banda che aveva commesso una brutale rapina che aveva destato particolare impressione in provincia. La posizione degli ultimi due arrestati è al vaglio degli investigatori: potrebbero aver commesso altri colpi sia in provincia che in altre regioni.
La rapina era stata messa a segno alla fine dello scorso mese di gennaio. Tre banditi incappucciati (il complice era rimasto fuori) e vestiti i nero avevano forzato la porta d'ingresso e avevano fatto irruzione nella villa di via San Zeno. Uno era armato di pistola mentre uno dei complici aveva in mano un pezzo di ferro, forse lo stesso che era stato usato per forzare la porta. La pistola era stata puntata contro Cornelio Spairani. «State fermi - aveva minacciato il bandito - dateci il denaro e l'oro». «Non abbiamo oggetti d'oro - era stata la risposta del padrone di casa - perchè ce l'hanno già portato via».
Due rapinatori erano rimasti in camera da letto mentre il complice era sceso al piano terra della villa. Avevano rovistato da tutte le parti e avevano trovato alcuni oggetti d'oro. Nel giubbotto di Cornelio Spairani c'era il portafoglio con duecento euro in contanti, la tessera bancomat ed anche il libretto degli assegni. Intanto i banditi avevano continuato a minacciare il pensionato. «Sparagli, sparagli», urlava uno di loro. I rapinatori avevano chiesto più volte il numero della tessera bancomat di famiglia. «Lo conosce solo mio figlio», era stata la pronta risposta del padrone di casa.
Marito e moglie erano stati legati e imbavagliati con il nastro isolante ed i banditi erano fuggiti con il favore del buio. Ma i carabinieri del tenente colonnello Giancarlo Sangiuliano erano riusciti a identificare i primi due banditi grazie alle impronte digitali. Poi sono seguiti gli altri arresti.