Sannazzaro, crollo nella sede Asl

SANNAZZARO.Un boato nel tardo pomeriggio di giovedi al primo piano dell'ex-municipio di piazza Palestro, oggi sede di poliambulatori ed uffici sanitari dell'Asl provinciale: oltre sei metri quadrati di intonaco sono franata a terra dal soffitto del corridoio centrale su cui si affacciano i vari uffici ed ambulatori. Un crollo che ha spaventato non poco i presenti, che avrebbe potuto avere conseguenze anche gravi e che ha ora determinato la chiusura al pubblico dell'intero corridoio su cui sono accatastati i detriti di calce e stucco a disposizione dei tecnici comunali che dovranno verificare i motivi del crollo e le eventuali responsabilità.
In quel momento, nel palazzo dei servizi sanitari, erano l'infermiera diplomata del poliambulatorio medico di Sannazzaro, Carmen Dallera, e la psicologa dell'Asl, Giulia Pagliero; alcuni utenti erano usciti da poco.
Questo il racconto di Carmen Dallera: «E' stato determinante che, poco prima il vistoso cedimento al soffitto, la psicologa dell'Asl abbia lasciato quei locali per venire nel mio ufficio, posto proprio di fronte al pianerottolo del primo piano dello scalone di entrata, per provvedere alla spedizione di alcuni documenti. Avrebbe potuto essere da quella parte del corridoio e vedersi franare addosso una valanga di calcinacci». Carmen Dallera prosegue: «Abbiamo sentito, al di là della posta dove sono allocati gli ambulatori Asl, un fragore innaturale e ci siamo guardate impaurite. Quando abbiamo aperto la porta siamo state investite da una nube di polvere; solo quando la visibilità è tornata normale, abbiamo capito cos'era accaduto: l'intonaco del soffitto del corridoio si era in gran parte distaccato dalla soletta che divide il primo dal secondo piano del palazzo».
Uno spavento determinato dal fragore di quel cedimento; la fortuna ha voluto che in quel momento, dopo un'intera giornata di lavoro per medici, addetti agli uffici, infermieri e la presenza di utenti, in quel corridoio nessuno fosse presente. Ieri l'intera area è stata isolata e vietata al pubblico. E l'assessore ai servizi tecnologici Roberto Fuggini conferma: «Prime della rimozione di quei rottami, voglio capire il motivo del cedimento. Si tratta di un palazzo ristrutturato solo nel 2008. Se ci sono state inadempienze strutturali, lo vedremo. Il restauro del palazzo è costato oltre un milione di euro. Per questo appare incredibile questo crollo».

Paolo Calvi