Tabarez, l'uomo che può rovinare i sogni delle big
JOHANNESBURG. «Tabarez, un lord inglese sul tetto del mondo». Parole e musica di BillyCostacurta , il gentleman del calcio italiano. Il giocatore piùbritish degli ultimi trent'anni rende merito a un allenatore che in Italia ha avuto successo, suo malgrado, solo con la Gialappa's.
Una divinità nelle Americhe, ma allenatore sconsacrato in Italia a causa dell'infelice esperienza sulla panchina del Milan nel 1996. Era il Milan da bere, collezionista di Champions e scudetti, ma l'allenatore uruguaiano voluto da Gallianiottenne risultati modesti: sconfitto già in Supercoppa ed esonerato il primo dicembre a causa di un ruolino di marcia modesto e figlio delle scelte di altri. Il suo posto venne preso da Sacchi, ma anche il secondo governo del tecnico di Fusignano non ebbe vita facile. Costacurtafu uno dei pochi già in tempi non sospetti a spendere parole positive per l'allenatore di Montevideo. E adesso va all'incasso con gli interessi visto che domani Tabarezva a giocarsi un posto in finale ai Mondiali con il piccolo Uruguay. Comunque vada, per lui sarà un trionfo. Ed è l'unico fra i quattro semifinalisti a non aver niente da perdere.
«Sono davvero felice - esordisce l'ex colonna del Milan - se lo merita davvero perché è un grande allenatore e da noi è stato solo sfortunato».
Cosa ricorda della breve parentesi rossonera di Tabarez?
«Sul piano personale ho ottimi ricordi perché Tabarezè un signore, bravissimo nel gestire i rapporti con i giocatori e preparato anche sotto il profilo tecnico. Con noi è stato solo sfortunato».
Eppure quel Milan proprio non andava.
«Ma la colpa era esclusivamente di noi giocatori, arrivavamo da un periodo di grandi vittorie e forse ci sentivamo appagati. Prova ne è che dopo subentrarono Sacchie Capelloma non vincemmo subito».
Che allenatore è Tabarez?
«Un grande tattico che cura con attenzione maniacale i movimenti in campo e prepara con scrupolo le partite. Basta vedere l'Uruguay: squadra molto corta, con pochi spazi tra i reparti, probabilmente la migliore come atteggiamento tattico. Si vede che dietro non c'è solo un selezionatore ma soprattutto un allenatore, un uomo di campo».
Dove può arrivare la Celeste?
«È come se avesse già vinto il Mondiale. Uscire ai quarti è un risultato modesto ma perdere in semifinale vuol dire comunque essere tra le grandi del mondo, figuriamoci per una nazione piccola come l'Uruguay».
Con l'Olanda partita segnata?
«I Mondiali ci stanno insegnando che può accadere di tutto. Avete visto la Germania con l'Argentina? E il Paraguay che stava facendo fuori la Spagna? Sicuramente l'Uruguay sul piano tecnico è la meno dotata delle quattro semifinaliste ma con l'Olanda non parte battuta anche perché sono sicuro che Tabarez ha in mente qualche accorgimento particolare. Purtroppo non avrà a disposizione Suarez, un attaccante di valore assoluto e Fucile, un difensore come pochi».
L'allenatore Costacurta cosa porta in panchina di Tabarez?
«Tutti dicono che ho preso da Arrigo Sacchi: in parte è vero ma credo di aver imparato da tutti gli allenatori che ho avuto, compreso Tabarez».