Morto 15enne in moto, è un giallo
ZINASCO.A dare l'allarme al 118, poco prima delle 17 di ieri, è stata una voce misteriosa al telefono. Quando l'ambulanza è arrivata sul posto, all'altezza della cascina Gerone, tra Sommo e Zinasco, Matteo Brigliadori, un ragazzino di 15 anni della frazione di Sairano, era già morto. Il corpo senza vita dell'adolescente era sul ciglio della strada, in una curva a gomito. A fianco la sua moto, una Yamaha 50, distrutta. Il casco poco vicino. Un dramma su cui stanno ancora lavorando gli agenti della polizia stradale di Pavia, allertati dagli stessi medici delle ambulanze e arrivati sul posto nel giro di pochi minuti. La dinamica dell'incidente è ancora da accertare. Il ragazzino potrebbe essere uscito di strada da solo, ma con il passare delle ore si fa sempre più strada l'ipotesi che a provocare lo schianto sia stato un automobilista che è scappato dopo l'impatto. Qualcuno, si pensa, che conosce bene la zona, perché tracce del passaggio di un veicolo sarebbero state trovate in una stradina sterrata che porta nei campi, proprio di fianco al punto dell'impatto. Un sentiero che potrebbe essere stato usato come via di fuga. Gli accertamenti, comunque, sono ancora in corso. E gli agenti non si sbilanciano.
L'allarme è scattato ieri pomeriggio, poco prima delle 17. La telefonata riferiva di una persona ferita per un incidente in motorino all'altezza della cascina Gerone, lungo una strada asfaltata ma stretta che attraversa le campagne tra Zinasco Vecchio e Sommo. L'ambulanza ci ha impiegato pochissimi minuti per arrivare, ma quando i medici hanno visto il corpo del ragazzino hanno capito subito che il loro intervento non serviva più.
E' quindi arrivata la polizia stradale, a rilevare le tracce dell'incidente. Secondo una prima ricostruzione, Matteo Brigliadori arrivava da Sairano, dove abitava con i genitori (il padre Davide è conosciuto come il muratore della frazione), con il suo 'cinquantino". All'altezza della curva la sua traiettoria potrebbe essersi intrecciata con quella di un'altra auto, che forse arrivava dalla direzione opposta. L'automobilista, dopo lo schianto, potrebbe essersi spaventato e forse è fuggito, ma si tratta appunto di una ricostruzione da accertare.
La curva, con la carreggiata che non supera i due metri, non permette una buona visibilità. Ieri pomeriggio, in quel punto, è rimasto un telo a coprire i segni dell'incidente che ha strappato alla vita un ragazzo nel fiore degli anni. Gli agenti, che hanno avuto il triste compito di avvertire i familiari del giovane, cercano testimoni e tutto ciò che può essere utile (anche nella telefonata di allarme) a confermare o smentire l'ipotesi dell'auto-pirata.