Anche il Vescovado caccia l'inquilino

PAVIA. Un dializzato sfrattato perchè costretto a non versare i soldi dell'affitto per pagarsi le cure; il Vescovado che a ha sfrattato un inquilino in un proprio alloggio di Belgioioso. Sono storie che stanno diventando di vita quotidiana.
«Ne vediamo di situazioni difficili, ultimamente ancora più drammatiche». Pierluigi Albetti, segretario del Sunia Cgil, non nasconde la difficoltà di affrontare i casi di sofferenza economica e abitativa che la crisi ha prodotto in provincia di Pavia e che si presentano ormai ogni giorno. «Spesso coloro che ci chiedono aiuto sono inquilini extracomunitari - spiega Albetti -. Capita che il marito lavori per una cooperativa, e che sia stato lasciato a casa perchè i primi a pagare la crisi sono gli stranieri. Capita anche che l'uomo abbia dei figli e una moglie che non lavora. Allora con la perdita dell'impiego la morosità incalza, e se poi la sfortuna lo perseguita e non ha cinque anni di residenza non può avere accesso all'edilizia pubblica, quindi non gli si può assegnare un alloggio. In quel caso, se intervengono i Servizi sociali, succede che gli sottraggano i figli per mandarli in una casa di accoglienza e che la madre finisca in un dormitorio per donne. C'è anche gente che è tornata nel proprio Paese perchè non riusciva a far fronte alla situazione».
Ma i casi di sfratti morosi sono anche altri. «Abbiamo da poco ricevuto una richiesta di aiuto da parte di un uomo dializzato che è stato cacciato di casa perchè non poteva pagare l'affitto - sottoliena Tino Negri, segretario del Sicet Cisl -. E non poteva pagare l'affitto perchè doveva curarsi: vive grazie alla pensione della moglie e non ha altre fonti di reddito. Ora quell'uomo rischia di trovarsi in mezzo a una strada, per di più con una malattia. Cosa facciamo in questi casi? Si cerca di rinviare il più possibile l'esecuzione dello sfratto e, appena apre il bando per l'assegnazione delle case popolari, si presenta domanda. Infine si spera che emettano lo sfratto esecutivo in autunno».
L'iter che porta allo sfratto esecutivo è complesso e in genere a Pavia si conclude in 7-8 mesi. Dall'atto di citazione alla sentenza di sfratto intercorrono tre mesi. Successivamente il giudice emette un'ordinanza di sfratto a cui seguono due o tre accessi con la presenza dell'ufficiale giudiziario e, se l'inquilino non lascia l'alloggio, con l'intervento della forza pubblica.
Nel numero dei provvedimenti di sfratto che si contano in provincia di Pavia se ne conta pure uno richiesto dal Vescovado. In particolare riguarda un inquilino di Belgioioso, che con la famiglia abita un alloggio di proprietà, appunto, del Vescovado. L'uomo ha perso il lavoro, trovandosi in difficoltà economiche tali da non poter pagare l'affitto. A dire il vero il Vescovado non l'ha lasciato senza un appoggio: «All'inquilino ha offerto un aiuto economico - spiega il sindacato -. Ma lo sfratto c'è, e rimane». (d. z.)