Alla Carducci tra i vecchi banchi di scuola


PAVIA.Un vecchio banco per ricordare. Legno antico, memoria solida. In un lampo ci si ritrova nella scuola elementare di tanto tempo fa. C'è la lavagna, i gessetti e il cancellino. C'è la cartina geografica appesa al muro, il ritratto del re accanto al crocifisso. I sussidiari sui banchi, sulla cattedra la matita rossa e blu della maestra. Mancano solo pennini, calamai e odor d'inchiostro. Si sente anche il vociare degli scolari, ma a parlare sono gli alunni di oggi che per celebrare i cent'anni della scuola Carducci di Pavia portano in giro i visitatori tra le memorie dell'istituto scolastico che ha formato generazioni di pavesi. Sono gli studenti di V che raccontano pezzo per pezzo il secolo di storia della loro scuola in occasione dell'esposizione «Banchi di scuola. Documenti e reperti in mostra». E i banchi ci sono davvero, compresa tutta una vecchia aula ricostruita fedelmente. Merito del lavoro della preside Lidia Bertuglia, degli insegnanti Gabriele Albanesi, Giacinto Cavallini, Elena Colombi, dei maestri Forti e Perotti, dei genitori.
In mostra c'è anche tutta la documentazione di cassetto: pagelle, registri testi di commissione d'esame. Senza dimenticare sussidiari, libri e quaderni. Tutto d'epoca naturalmente. C'è addirittura l'intero resoconto scolastico della diligente Adele Montanari con le pagelle dalla prima classe al diploma elementare ottenuto alla Carducci «per profitto e assiduità nell'anno scolastico 1925-26». In pagella niente voti, ma gradi: il 1º (lodevole), il 2º (buono), il 3º (sufficiente) il 4º (mediocre), il 5º (insufficiente).
E poi sono esposti i registri del primo anno di funzionamento della Carducci dove in bella calligrafia si fotografa un pezzo di storia pavese con l'elenco per l'appello affiancato da nomi e professioni di madre e padre dell'alunno. Se si calcola che all'epoca le classi erano numerosissime (dai 40 ai 50 alunni) in quel registro c'è rappresentata una fetta della città d'inizio secolo. Scorrendo i registri di anno in anno, si fa l'appello di Pavia e delle sue famiglie. Generazioni e generazioni che hanno imparato a leggere e far di conto sui banchi della Carducci. Si capisce anche solo da quegli elenchi quanto la Carducci sia un'istituzione nel cuore dei pavesi. Tra i tanti nomi degli alunni figurano anche quelli dell'ex vice-presidente del Csm Virginio Rognoni e del presidente della Provincia Vittorio Poma. In mostra non si vede la fatica degli insegnanti che di fronte a classi cosi numerose si prendevano addirittura un aiutante. Fatiche ripagate con stipendi che andavano dalle 1330 lire alle 2000. I maestri erano retribuiti un terzo in più delle colleghe perchè, si legge in uno dei documenti in mostra, «le classi maschili sono più numerose e più difficili da tenere». Nei documenti esposti si scopre anche che la Carducci è stata una scuola all'avanguardia: negli anni Venti fu una delle prime in Italia a sperimentare il metodo Montessori con l'istituzione di una classe ad hoc.
La mostra è visitabile fino all'8 giugno, dal lunedi al venerdi su prenotazione (tel. 0382.26884).

Linda Lucini