Par condicio, multa a Tg1 e Tg5
ROMA.A due giorni dalle elezioni regionali e dopo le polemiche legate all'inchiesta di Trani, che ne hanno messo in discussione l'imparzialità, l'Autorità per le Comunicazioni batte un doppio colpo in materia di par condicio. Da una parte multa Tg1 e Tg5 per lo squilibrio tra Pdl e Pd e la marginale presenza delle altre forze politiche, richiamando le emittenti a un «immediato riequilibrio» tra i partiti. Dall'altra, nel giorno di Raiperunanotte, la serata-evento di Michele Santoro, 'orfano" di Annozerò, a Bologna, filtra che è in corso un'istruttoria sulla sospensione dei talk show della tv pubblica.
Due decisioni che suscitano critiche immediate: Rai e Mediaset, in particolare, annunciano ricorso al Tar contro le sanzioni. «Era l'ora», commenta invece il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Assente il commissario Giancarlo Innocenzi, coinvolto nell'inchiesta di Trani, la commissione Servizi e Prodotti dell'Agcom ha analizzato ieri i dati del monitoraggio del periodo 14-20 marzo e ha rilevato «il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra Pdl e Pd, e una marginale presenza delle nuove liste», in violazione del richiamo al riequilibrio già rivolto a tutte le tv. Di qui la decisione, presa all'unanimità, di multare per 100 mila euro Tg1 e Tg5, responsabili del «maggiore squilibrio».
La Rai si difende: dati dell'Osservatorio di Pavia alla mano, rivendica il «sostanziale equilibrio» tra le presenze politiche e annuncia che impugnerà la sanzione. Analoga la reazione di Mediaset: «Il tg diretto da Clemente Mimun fa dell'equilibrio informativo un suo punto di forza, sia nei periodi di campagna elettorale sia nella normale programmazione», sottolinea Cologno Monzese, che impugnerà la multa. Dall'Agcom, tuttavia, si fa notare che i dati sono sul sito e dunque sotto gli occhi di tutti. Basta citare il tempo di parola (quello in cui il soggetto politico-istituzionale parla direttamente in voce e dunque ha la massima visibilità) in tutte le edizioni del periodo 14-20 marzo: per il Tg1 il Pdl è al 51.91% e il Pd al 16.88%; per il Tg5 il Pdl è al 23.35%, il Pd al 3.30%. Nessun altro tg mostra una 'forchetta" cosi ampia.
L'Agcom ha anche avviato un'istruttoria sullo stop ai talk show Rai, sulla base degli esposti per violazione del Testo Unico e del contratto di servizio presentati da Fnsi-Usigrai, Articolo 21 e dall'opposizione in Vigilanza (con i capigruppo del Pd Fabrizio Morri e dell'Udc Roberto Rao).