Ciancimino Jr insiste: la mafia investi a Milano 2
PALERMO.Nuovi verbali sugli investimenti mafiosi in Milano 2 con la mediazione eccellente di Roberto Calvi. E ancora: l'interessamento di don Vito perché «Aldo Moro non fosse liberato». I cugini Salvo avevano chiesto di sapere dov'era tenuto Moro e Vito Ciancimino aveva attivato Pippo Calò, dice Ciancimino Jr. Poi la bordata: «In seguito dal segretario Dc Zaccagnini gli fu chiesto di impedire la liberazione di Moro. Lo chiesero anche Gladio e i servizi segreti».
Cosi Ciancimino avverti Calò che non doveva più attivarsi per la liberazione. Ribaditi gli investimenti su Milano 2, il complesso edilizio dell'allora giovane imprenditore Silvio Berlusconi. Nel processo d'appello contro Marcello Dell'Utri, il pg Antonio Gatto ha chiesto di nuovo di sospendere la requisitoria e di ascoltare in aula Massimo Ciancimino. La difesa di Dell'Utri ha chiesto quindici giorni per esaminare le nuove carte e il processo è stato rinviato al 26 febbraio. Secondo il racconto di Massimo Ciancimino, nel 1970 suo padre investi 150 milioni di lire in società riconducibili ai costruttori Buscemi e Bonura. I frutti dell'operazione, un miliardo e mezzo di lire, vennero prima depositati alla Banca Rasini e poi investiti nella Edilnord per la costruzione di Milano 2. «Bontade e Teresi - dice - per il tramite di Marcello Dell'Utri, hanno investito 3 miliardi e mezzo nella stessa operazione. Roberto Calvi, presentato a mio padre da Nino Buscemi, si occupò di prelevare parte del profitto - 3 miliardi - dell'investimento che consegnò a mio padre a Losanna per realizzare un investimento in brillanti per il tramite di Leos Gluths, di origine ebrea». Agli atti del processo anche un verbale reso da Ciancimino ai pm di Roma. «Le dichiarazioni su Milano 2 contenute nei verbali - ribatte Nicolò Ghedini, legale del premier - sono smentite dai fatti, dai documenti e dai testimoni. Negli anni indicati dal Ciancimino, poi, l'operazione era terminata e già in utile». (a.fras.)