Elio il futurista canta Marinetti
MORTARA. Sul versante musicale, il Futurismo non ha prodotto esiti epocali. Ha, però, suggerito l'ironica divagazione che Elio, senza Storie Tese ma con Danilo Grassi (percussioni), Corrado Giuffredi (clarinetto), Giampaolo Bandini (chitarra), Enrico Fagone (contrabbasso) e Cesare Chiacchiaretta (fisarmonica), propone oggi (ore 21) all'Auditorium.
Artista che non smette mai di rinnovarsi, curioso per natura e instancabile filologo su e giù dal palco Stefano Belisari, maestro d'astrattismo e verso libero, nonché leader della formazione campionissima del pop-rock demenziale, continua la sua ricerca nel passato e diventa chansonnier in 'Elio Fu...Turisti". Giocando con gli archetipi di Marinetti, si pone al centro di una suite epico-surreale concepita da Nicola Campogrande come un vero falso d'autore: dieci motivi 'old fashion", carichi di riferimenti popolari, descrivono l'epopea di un manipolo di seguaci del Movimento in viaggio da Milano a Marechiaro per far fuori l'oleografico chiaro di luna. Ma gli audaci sbagliano giorno e trovano una notte senza l'astro d'argento: per nulla rassegnati, se la prenderanno con la pastasciutta. I testi sono di Elio e Piero Bodrato, e si può ben immaginare cosa inventino con un soggetto del genere: calembour, doppi sensi, allusioni a fatti attuali, il tutto con una musica caratterizzata dalla cura dei colori, dalla strumentazione vivace e raffinata e da una scrittura in cui convivono, tra l'altro, jazz e avanspettacolo. Il racconto è leggero, mai debordante, come lieve e garbato è il tono dell'altra parte dello spettacolo, dedicata alle canzoni d'epoca (arrangiate da Alessandro Nidi) di Rodolfo De Angelis, autore di brani ricchi di ironia e di verve satirica, 'cronache musicali" degli anni Trenta dal contenuto politico, culturale, di costume, che suggeriscono varie chiavi di lettura.