Consiglio a Castelnuovo Scrivia sul lavoro che sta sparendo Il caso simbolo della «Acerbi»
CASTELNUOVO. «La vera crisi deve ancora cominciare»: l'allarme è arrivato dal consiglio comunale aperto convocato con sindacati e sindaci del territorio. Per il settore industriale del Tortonese e della Bassa Valle Scrivia - ad eccezione della logistica - l'ago della bilancia è sbilanciato verso il basso, con un trend negativo che attesta - secondo dati forniti dalla Cgil - una perdita dell'11% degli occupati dal settembre 2008 ad oggi. Una crisi che coinvolge 300 aziende, con un dato drammatico nel comparto edile «dove - spiega Dino Bianchi, segretario Cgil di Tortona - sono un centinaio le ditte che in un anno hanno chiuso i battenti».
Un altro ramo in difficoltà - e di fatto quello che sta pagando care le ripercussioni della crisi economica internazionale - è quello metalmeccanico: fanno i conti con la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, con le procedure di mobilità e di liquidazione decine e decine di piccole e medie imprese. Ma anche i grandi nomi, come la Graziano e l'Omt di Tortona e la Acerbi-Viberti di Castelnuovo Scrivia, sono in sofferenza. L'altra sera, nel centro zona della Bassa Valle Scrivia, è stato convocato un consiglio comunale aperto - alla presenza dell'assessore provinciale al Lavoro Massimo Barbadoro e dei sindaci della zona - per parlare dei problemi occupazionali di una delle aziende storiche di Castelnuovo, che, con i suoi 170 dipendenti è la più importante della zona. Durante il dibattito, chiesto dai sindacati di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e al quale non ha partecipato nessuno della proprietà, i lavoratori hanno denunciato come non siano stati realizzati i dovuti investimenti dal gruppo Acerbi-Viberti, il quale - nonostante l'arrivo di un ordine di cisterne da gas da consegnare entro dicembre - lascia nel limbo ogni prospettiva futura. «E se da un anno e mezzo - fanno sapere i referenti della Fiom di Torino - nella fabbrica di Nichelino non si lavora più, ci si interroga sull'ipotesi di realizzazione di un nuovo stabilimento che potrebbe vedere l'intercessione della Regione Piemonte per l'acquisizione del terreno in questione ma che, ad oggi, resta solo una supposizione tutta da confermare. Tra l'altro - hanno affermato ancora le rappresentanze sindacali - nel caso di vendita dello stabile di Nichelino e dell'impegno da parte della Regione, che ci metterebbe la sua parte nell'operazione di rilancio del gruppo metalmeccanico, vorremmo capire qual è l'investimento che intende fare la Acerbi». A tal proposito, l'assessore regionale all'Industria Andrea Bairati ha convocato un tavolo urgente a Torino per una contrattazione tra sindacati e proprietà. Anche a Tortona la Camera del Lavoro ha intenzione di chiedere un confronto con il sindaco. Se metalmeccanici ed edili non vanno bene, non se la passa meglio il settore della gomma-plastica: Alpla e Cebal per citare solo due «pezzi grossi», cosi come il comparto del commercio, con particolare flessione nell'alimentare. Ancora: lo «scomparto legno» è in fase di ristrutturazione con la perdita di 40-50 posti di lavoro.