«Caso Farmabroni, la giunta naviga al buio»
BRONI.Farmabroni entra nell'era dell'Amministratore unico, ovvero Giampaolo Borella. E' cosi che dopo l'assemblea dei soci del 12 ottobre, il cda formato dal tridente Bisio-Corindia-Mangiarotti diventa storia. Ma se le tensioni da un lato sembrano placarsi, dall'altro la situazione pare a molti sempre meno chiara e di difficile soluzione. A parlare è ora il capogruppo dell'opposizione, Vittorio Braga, che non nega di vedere il caso FarmaBroni sempre più tinto di giallo: «Ormai più nessuno si fida di nessuno. E questa vale soprattutto per la maggioranza di centrosinistra. Non ci si fida dei conti presentati dal Cda quando lo stesso Cda era stato nominato a suo tempo dal sindaco e dalla sua giunta, frutto tra l'altro di un'inopportuna spartizione politica. Ci sarebbero infatti rappresentanti di Prc e Pd. E indipendenti che non si sa bene a chi rispondano, forse al sindaco stesso».
Sull'ormai ex Cda, si concentrano dunque le domande di Braga e di altri consiglieri di minoranza: «Questi rappresentanti del cda erano in grado di svolgere il loro compito o comunque leggere, controllare e approvare bilanci? Se si, perché hanno aggravato la già disastrata situazione finanziaria della Farmabroni chiedendo pareri tecnici, consulenze e rilascio di relazioni? Ci risulta ad esempio che una sola relazione sia costata alla società ben 4 mila euro! Da chi è stata chiesta? Dall'intero Cda o da un solo suo rappresentante?». Tra dubbi e perplessità, tutto è affidato alla Corte dei Conti. Ma come vedono Braga e la la sua minoranza la nuova «era» dell'amministratore unico? «Il sindaco Paroni ora si appresta a sconfessare il suo Cda e a sostituirlo con ulteriore amministratore delegato, l'ennesimo tecnico di fiducia. Con questo si prende tempo, spostando sempre più in là il consiglio comunale. Noi non siamo d'accordo su queste operazioni. Prima di tutto perché il Cda è parte integrante di questa indagine contabile. Tanto che non può non essere invitato all'interno del Consiglio comunale. In secondo luogo, se il sindaco e la sua giunta, da quando è scoppiato il bubbone Farmabroni con tutte le conseguenze politiche che porterà, non sono ancora in grado di capirci qualcosa e produrre carte e bilanci esatti, forse è meglio che si scusino con i cittadini bronesi per non sapere svolgere il proprio compito istituzionale».