Il giorno più lungo della procura
di Lorella Gualco
VIGEVANO. Porte chiuse e un muro di riserbo. Gelo e silenzio hanno fatto velo verso l'esterno nella lunga giornata della procura, mentre negli uffici si vivevano ore intense, scandite da riunioni tra il procuratore Alfonso Lauro e i sostituti Rosa Muscio e Claudio Michelucci.
Il testo della perizia medico-legale è arrivato sulle scrivanie di piazza Lavezzari nel primo pomeriggio di ieri. Ma gli scambi di idee in procura erano cominciati già in mattinata, quando erano trapelate le prime notizie ufficiose sull'esito delle verifiche che alleggerirebbero la posizione di Alberto Stasi, l'unico indagato su cui gli inquirenti avevano puntato il dito fin dall'inizio dell'inchiesta. Davanti alla porta d'ingresso, le guardie giurate, in servizio da circa un anno, facevano muro. «I magistrati sono molto impegnati e comunque ricevono solo su appuntamento», dicevano scoraggiando cortesemente ogni tentativo di entrare.
Intanto, al secondo piano del palazzo accanto alle vecchie carceri il procuratore capo faceva il punto della situazione con i magistrati Rosa Muscio e Claudio Michelucci, la titolare dell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi e il collega che l'ha affiancata in una fase successiva delle indagini partecipando anche alle udienze in tribunale.
L'esito della perizia medico-legale è un passaggio delicato e decisivo dell'inchiesta, che potrebbe rimettere in discussione strategie e conclusioni. Ma il procuratore Lauro, rispondendo al telefono, non si è sbilanciato e ha continuato sulla linea del riserbo tenuta fin dall'inizio delle indagini. «Abbiamo ricevuto la perizia pochi minuti fa (erano circa le 15.30 ndr) - diceva - e quindi non posso commentare nè, comunque, lo farei. Stasi scagionato? Un cambio di strategie? Queste sono valutazioni giornalistiche. Noi faremo le nostre valutazioni, quando avremo tutte le carte in mano e dopo avere approfondito le conclusioni dei periti».
Il confronto sulla relazione medico-legale è proseguito nel pomeriggio e certamente continuerà oggi. In una giornata che viene letta come favorevole alla difesa di Alberto Stasi, il clima tra gli inquirenti non è certo di euforia. Ma nemmeno di sconfitta. C'è chi non nasconde il malumore per le conclusioni che sembrerebbero far perdere consistenza a molti indizi d'accusa, ma le analisi dei medici legali non vengono nemmeno viste come una sconfessione totale degli elementi raccolti. Forse sarà necessario aggiustare il tiro, ma nessuno pensa ad una clamorosa marcia indietro dell'accusa.
Fermo restando che il delitto di Garlasco è stato passato al setaccio in migliaia di pagine di perizie, relazioni e conclusioni ed è difficile pensare ad altre svolte clamorose. Ormai accusa e difesa hanno messo le carte in tavola. E se il giudizio dei periti avrà grande peso sarà comunque sempre il giudice a valutare.