Dopo la festa scatta la rapina


di Filiberto Mayda
CORVINO S. QUIRICO.L'«Orchestra Spettacolo Franco Bagutti» ha smesso da poco con il liscio, i volontari della Pro Loco stanno facendo su le ultime cose, il grosso della pulizia si farà poi la mattina dopo. Due consiglieri dell'associazione lasciano il centro polifunzionale di Corvino San Quirico intorno alle tre del mattino. Con loro hanno l'incasso della serata, circa quindicimila euro. Cinque minuti più tardi saranno sequestrati e rapinati.
Un colpo organizzato con precisione, curando tempi, luoghi e dettagli. Ma un bottino che probabilmente ha deluso le aspettative dei rapinatori che dalla grande «Festa in collina» di Corvino, e in una serata che vedeva come attrazione quell'orchestra, contavano su un incasso almeno del doppio ( foto 1). Elemento, questo, che lascia pensare si alla presenza di un informatore, ma non sufficientemente addentro all'organizzazione. Poco su cui lavorare, comunque, e per i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Voghera e della stazione di Casteggio, un'indagine difficile. Ieri pomeriggio, dopo l'ennesimo sopralluogo sui luoghi della rapina, si è tenuto un vertice in Procura, un vertice nel quale si è anche definita nei minimi dettagli la ricostruzione della vicenda.
Dunque, sono le tre del mattino di ieri, quando Paolo Ravazzoli e Carluccio Arpigiani, consiglieri della Pro Loco di Corvino, lasciano il centro polifunzionale di via Rivetti a bordo della Toyota Yaris di Ravazzoli. Sulla via Emilia svoltano a sinistra per raggiungere la cassa continua della Cariparma di Casteggio, dove intendono lasciare i quindicimila euro dell'incasso serale. I soldi, tutti in banconote, sono contenuti in due cassettine di sicurezza che Arpigiani tiene sulle ginocchia mentre Ravazzoli guida.
La Toyota percorre circa un chilometro, un chilometro e mezzo, a buona velocità, sulla via Emilia, raggiungendo la casa cantoniera di Casteggio ( foto 2). E' in quel momento che Ravazzoli nota, alle spalle, il lampeggiante blu di un'auto. Immagina sia la polizia stradale, rallenta proprio nell'istante in cui l'altra vettura gli taglia la strada. Neppure il tempo di pronunciare una parola, che un uomo, volto coperto da un passamontagna, gli punta la rivoltella alla testa e lo costringe a sedersi sul sedile posteriore, dove gli si affianca un secondo malvivente. Altri due uomini costringono Arpigiani a salire sull'auto dei rapinatori. Le due macchine ripartono velocemente dirigendosi verso la tangenziale. All'altezza di Casatisma, al semaforo, svoltano a destra verso Robecco. Le macchine percorrono non più di duecento metri, fermandosi all'altezza del cartello che annuncia l'inizio del territorio comunale ( foto 3). In quel punto, svoltano a sinistra, in un campo, lungo un percorso appena segnato dal passaggio dei mezzi agricoli. La rapina vera e propria, dopo questo sequestro, avviene al buio, tra insetti e zanzare ( foto 4).
I quattro uomini, che parlano pochissimo e comunque in un italiano corretto (insomma, non sono stranieri, almeno non tutti e quattro), si impossessano delle cassette con i quindicimila euro e costringono Ravazzoli e Arpigiani a sdraiarsi a terra. Si portano via chiavi dell'auto, di casa e i portafogli. A loro, dunque, non resta che tornare indietro, raggiungere la strada principale e, al semaforo, chiedere aiuto. Si ferma una macchina con a bordo tra giovani che prestano loro il cellulare. Con una telefonata avvisano le famiglie e i carabinieri. Scattano i posti di blocco, ma ormai è troppo tardi.
(ha collaborato Simone Delù)