«Il gruppo consigliare è in equilibrio tra Ds e Margherita»
PAVIA.L'orgoglio diessino si fa sentire, anche con la batosta elettorale che brucia ancora. E cosi due degli eletti nel Partito democratico rivendicano la loro passata militanza. Anche se, prima di approdare al Partito democratico, sono transitati per l'esperienza di Sinistra democratica. Il primo è Davide Ottini: «L'area culturale che fa riferimeto agli ex Ds in consiglio comunale - dice - per quanto riguarda lista del Partito democratico è rappresentata da me e da Fabio Castagna, tra l'altro come esponenti di un certo peso. Castagna è stato vice segretario del partito cittadino. L'area della sinistra ricomprende anche figure come Massimo De Paoli, che rappresenta ideali di sinistra e, se sarà confermato, anche Guido Giuliani. Quindi il nuovo consiglio avrà una rappresentanza più equiilibrata rispetto ai colleghi consiglieri che provengono dall'ex Margherita».
E' interessante notare che tanto Ottini quanto Castagna, all'interno dei Democratici di sinistra, hanno sempre fatto parte della minoranza all'interno del partito.
«Io sono stato vicesegretario cittadino dei Democratici di sinistra dal dal 2004 al 2007 - dice Castagna - e mi sento un Ds a tutti gli effetti. Ho poi avuto una parentesi nella Sinistra democratica, ma fino all'ultimo congresso ho partecipato. Credo che la sinistra pavese in consiglio sarà comunque rappresentata all'interno del Pd. Ci sono diversi consiglieri a partire da Ottini, ma anche con Giuliani, piuttosto che con De Paoli. E' vero che non avevano la tessera Ds, ma appartengono alla cultura progressista. Poi c'è la componente moderata - prosegue Castagna - un'area di centro progressista».
Tra gli ex diessini c'è la percezinoe di aver disperso il voto tra troppi candidati consiglieri.
«Avremmo auspicato che ce ne fossero di più - prosegue il consigliere comunale Fabio Castagna -, ma ci impegneremo per rappresentare la cultura dei democratici di sinistra. La Bosonizzazione del partito? Il gruppo consiliare vede un sostanziale equilibrio. I consiglieri che fanno riferimento al gruppo della Margherita sono quattro su nove. Credo che ci sia più equilibrio di quanto si possa pensare di primo acchito. E tra le diverse anime del Pd troveremo una mediazione e un'amalgama che è giusto ottenere».