Pane illegale, una denuncia

VIGEVANO.Ottanta chili di pane posti in una fila di ceste, nell'androne e in un cortile di una palazzina in via Saporiti 7, «appoggiate a terra, con una data di produzione di difficile lettura - spiega l'assessore alla polizia locale, Antonio Prati - per cui abbiamo anche coinvolto l'Azienda sanitaria, perché era chiaro il mancato rispetto delle norme igieniche». Degli 80 chili, 24 circa erano di qualità «baguette» e 51 di qualità «pane arabo». La polizia locale, l'altra mattina, ha sequestrato le ceste di pane che sono state poi assegnate al canile municipale. Ieri mattina, Prati e il comandante della polizia locale, Pietro Di Troia, hanno convocato una conferenza stampa per spiegare i dettagli dell'intervento. «Le ceste venivano trasportate in bicicletta da due immigrati egiziani irregolari e da un immigrato, sempre egiziano, che aveva un permesso di soggiorno concesso in Romania, ad altrettante macellerie islamiche della città - hanno spiegato ieri Prati e Di Troia -: in corso Garibaldi, in via Riberia e in via della Costa». Uno dei tre esercenti ha detto che comprava il pane a 1.60 euro al chilo. Dal comando di polizia locale, è partita una segnalazione alla procura della Repubblica, spiega Prati - per i due lavoratori clandestini, per mancanza di documenti». A carico di uno dei due, ha aggiunto l'assessore, c'era un precedente di polizia emesso dal commissariato di Licata. Tutti e due sono stati raggiunti da un decreto di espulsione che dovrà essere eseguito entro cinque giorni». I tre erano seguiti e fotografati da qualche giorno da agenti della polizia locale in borghese, che avevano notato al mattino gli spostamenti in bicicletta con le ceste di pane, da via Saporiti. Ieri mattina, ha sottolineato Prati, un agente in borghese si è presentato al titolare di un forno di via Perugino, un immigrato egiziano, residente regolarmente a Vigevano.: «Ha confermato che produce lui il pane che andava in via Saporiti per essere portato alle macellerie islamiche del centro tutte le mattine. Ha inoltre spiegato - dice Prati - che i due immigrati non regolari venivano ricompensati non con i soldi ma con del pane. L'uomo è stato denunciato in base alla legge Bossi-Fini per l'impiego di manodopera clandestina». Tutti gli atti sono stati passati dalla polizia locale alla Guardia di Finanza «anche per le verifiche sui proprietari dello stabile di via Saporiti». (d.a.)