Truffa dei mutui, commercialista in cella
CASORATE. Nel gennaio 2008, chiacchierando su una Bmw, Giuseppe Pangallo, 29 anni, originario di Plati e ritenuto esponente del clan di 'ndrangheta Papalia-Barbaro, spiegò a due persone il suo progetto: una truffa da centinaia di migliaia di euro ai danni di banche e finanziarie. E disse: «Dobbiamo parlare con il commercialista...Lunedi mattina dal commercialista, che ci prepari come si può fare il botto con questa società». Il commercialista, secondo la Dda di Milano, sarebbe Giovanni Tonarelli, 43 anni, nato in Svizzera, ma residente a Casorate Primo. Insieme a Matteo Comisso, casoratese residente a Trovo, e ad altre tredici persone, Tonarelli è finito in carcere. Perchè su quella Bmw c'era una microspia della polizia.
Si tratta dell'operazione condotta dalla squadra mobile di Milano e che ha portato a smascherare una rete di truffe basate sulle richieste di mutui ipotecari.
Il 'modello" applicato, secondo quanto scritto nell'ordinanza di custodia cautelare, era sempre lo stesso: dei prestanome dichiaravano di voler acquistare una casa. Un complice stimava l'immobile molto più del suo reale valore. Poi i prestanome si rivolgevano a banche e finanziarie con falsa documentazione: false buste paga, modelli 'Cud", dichiarazioni di assunzione. Ottenevano il finanziamento, pagavano le prime rate e infine sparivano.
Secondo il pubblico ministero Lucilla Tontodonati, che ha contestato ai 15 arrestati i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, il commercialista casoratese Tonarelli avrebbe fornito la falsa documentazione, in alcuni casi facendo apparire i prestanome come dipendenti della società 'Icofin Srl", della quale è amministratore unico, ma che avrebbe cessato di pagare i contributi ai dipendenti il primo gennaio 2005, mentre le contestazioni si riferiscono a 2007 e 2008.
Secondo il giudice delle indagini preliminari, Gaetano Brusa, che ha firmato i mandati di cattura, la figura di Giovanni Tonarelli risulterebbe essere un tassello fondamentale nella struttura organizzativa predisposta dagli indagati. E' grazie ai suoi documenti falsi, insomma, se Unicredit, il 27 febbraio 2008, concede un mutuo fondiario trentennale da 160.000 euro per l'acquisto di un immobile a Pagnona (Lecco) il cui reale valore è di poche decine di migliaia di euro. A Tonarelli si contesta di avere messo a disposizione l'ufficio di via Vittorio Emanuele II come base logistica per l'organizzazione. Non meno importante sarebbe - sempre per l'accusa - il ruolo di Matteo Comisso. Il ventiseienne, residente a Trovo, viene descritto come l'ideatore di tutte le truffe dell'organizzazione e il braccio destro di Pangallo, fintamente assunto come muratore dalla Euro costruzioni 2000 di Piergiuseppe Bari che, in realtà, gli faceva da autista.