Donna a processo per infanticidio Ma è una simulazione universitaria

PAVIA.Suona la campanella: tutti in piedi, entra il presidente della giuria. Non siamo in un'aula di un tribunale, ma in Università a Pavia. Ieri pomeriggio gli studenti della facoltà di Giurisprudenza hanno potuto assistere ad una lezione di tipo pratico: una vera e propria simulazione di un processo penale. Un processo condotto interamente dagli studenti, che si sono calati nei panni - o meglio, nelle toghe - di giudici e avvocati.
E' stata la prima iniziativa di questo tipo realizzata nell'ateneo pavese. La simulazione, organizzata dal dipartimento di Diritto e procedura penale, è stata presentata da oltre sessanta ragazzi che hanno aderito - volontariamente - all'iniziativa. Il caso in questione? Un caso realmente accaduto: una bambina di 16 mesi viene portata in ospedale e se ne constata il decesso. Il corpo della vittima, immediatamente sottoposto ad autopsia, è in stato di disidratazione e malnutrizione, presenta diverse ferite e altri segni di una possibile violenza. Unico accusato: la madre della bambina, una prostituta che vive in condizioni disagiate tra mille difficoltà.
«La simulazione è stata sia scenografica che tecnica», ha precisato Vittorio Grevi, direttore del dipartimento di diritto e procedura penale. Non solo, infatti, sono state distribuite le toghe ai partecipanti, ma gli atti processuali sono stati riprodotti in modo fedele e rigoroso, e gli organizzatori hanno anche ricreato gli stessi fascicoli usati dai pubblici ministeri. «Siamo stati divisi in difesa, accusa e Corte d'Assise - hanno spiegato alcuni studenti - Ogni gruppo ha lavorato preparando le proprie arringhe, restando però all'oscuro delle strategie delle altre parti in causa. Questo dunque ha anche lasciato un po' di spazio all'improvvisazione». Determinanti, infatti, sono stati gli interventi dei testimoni, degli 'attori" presi dalla Scuola di specializzazione per le professioni legali.
«Questa è un'iniziativa di grande rilevanza - ha spiegato il preside di facoltà Ettore Dezza - e la dimostrazione è la grande partecipazione degli studenti, che hanno accolto il progetto con grande entusiasmo. Il penale ha grande presa dal punto di vista emotivo, ma l'iniziativa potrebbe essere ripetuta ampliandola ad altri rami. Il modello seguito è quello inglese e americano: nei Paesi anglosassoni sono frequenti iniziative di questo tipo, da noi meno. E' doveroso però dare agli studenti la possibilità di capire le basi della pratica quotidiana che riguarda ogni giurista».
Roberto Pasquinetti