Napolitano: «Rispetto e pietà per tutti i caduti»


Gabriele Rizzardi
CASERTA.«A nessun caduto di qualsiasi parte e ai famigliari che ne hanno sofferto la perdita si può negare rispetto e pietà. Rispetto e pietà devono accomunare tutti e rappresentano la base per una rinnovata unità nazionale». Dopo aver deposto una corona d'alloro all'Altare della Patria, cerimonia alla quale Silvio Berlusconi partecipa per la prima volta, Giorgio Napolitano celebra il 25 aprile al Sacrario militare di Mignano Monte Lungo (Caserta). Giunto in uno dei luoghi simbolo della Liberazione, il presidente della Repubblica torna a ripetere quel che disse un anno fa a Genova: «Nella Costituzione debbono riconoscersi tutti, anche quanti vissero diversamente gli anni 1943-1945, quanti ne hanno una diversa memoria per sofferta esperienza personale o per giudizi acquisiti. Questa è la base per una rinnovata unità nazionale, non più segnata da vecchie, fatali e radicali contrapposizioni».
Nel luogo dell'alto casertano dove il 27 settembre 1943 nacque il primo raggruppamento motorizzato dell'Esercito italiano che si coordinò con le truppe alleate e dove più di 900 tombe ricordano il sacrificio dei militari, Napolitano ribadisce nel modo più netto il «valore per l'Italia e per la Patria» della scelta che fecereo tutti coloro che si schierarono e si batterono per la liberazione dall'oppressione nazifascista. Il capo dello Stato ricorda che proprio Mignano Monte Lungo fu la «prima prova» dell'Italia a fianco delle forze anglo-americame, spiega che rappresentò il «battesimo di sangue del rinato esercito italiano» e termina il suo discorso con una esortazione inequivocabile: «Viva la Resistenza! Viva le Forze armate! Viva l'Italia!». Ad ascoltarlo, nel palco allestito in cima alla lunga scalinata che porta al Sacrario, c'è il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che è arrivato da Roma al seguito del corteo presidenziale, e si notano le sagome di Arturo Parisi, Rosy Bindi, Antonio Bassolino. Sul palco è salito anche Mirko Tremaglia, ex ministro del governo Berlusconi e fascista non pentito (a 17 anni aderi alla Rsi).
Le celebrazioni si aprono con il passaggio a bassa quota delle Frecce Tricolori. Il primo a prenedere la parola è l'ottantaseienne generale Luigi Poli, presidente dell'Associazione nazionale combattenti della guerra di Liberazione e uno dei 15 reduci della battaglia di Mignano Monte Lungo. Ma l'intervento più atteso è quello del ministro La Russa, che nei giorni scorsi è stato al centro di dure polemiche e ieri ha invocato il «superamento definitivo» di ogni contrapposizione. La Russa rende omaggio a Edgardo Sogno, Randolfo Pacciardi, Salvo D'acquisto e dice di pensare «con eguale rispetto» a «tutti i caduti partigiani che seppero dare la propria vita».

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