Attacco informatico dalla Cina

NEW YORK.Una vasta rete di spionaggio elettronico si è infiltrata nei computer in un centinaio di Paesi rubando documenti governativi e rovistando negli archivi di uffici privati in tutto il mondo. Anche le sedi del Dalai Lama in esilio sarebbero state violate, hanno concluso ricercatori canadesi.
L'operazione, battezzata GhostNet, ha individuato l'origine dell'attacco informatico in Cina ma i ricercatori hanno precisato di non poter affermare al cento per cento che il governo di Pechino sia coinvolto. Ronald J. Deibert, Greg Walton, Nart Villeneuve e Rafal A. Rohozinski del Munk Center for International Studies all'Università di Toronto erano stati interpellati dall'ufficio del Dalai Lama, riporta il New York Times sul suo sito online. La loro inchiesta ha aperto una finestra su un'operazione a vasto raggio che ha infiltrato almeno 1.295 computer in 103 paesi, molti dei quali appartenenti ad ambasciate, ministeri degli esteri e altri uffici governativi, oltre ai centri del Dalai Lama in esilio in India, Bruxelles, Londra e New York.
I computer attaccati erano soprattutto in paesi dell'Asia meridionale e sudorientale, ma è stato monitorato anche, seppur solo per mezza giornata, un computer della Nato e uno dell'ambasciata indiana a Washington. Secondo i ricercatori l'operazione GhostNet è stato l'attacco di hackeraggio su più vasta scala finora, per numero di paesi colpiti, e sarebbe tuttora in corso.