Chiara Saraceno: «Le famiglie sono ormai in ginocchio»
MILANO.«Con la crisi economica aumentano le diseguaglianze sociali e a pagare le conseguenze sono le fasce più deboli. L'intera società va verso un abbassamento non solo della qualità di vita ma anche di un calo notevole della cultura e dell'istruzione». Chiara Saraceno, sociologa torinese che lavora al Wzb (Istituto ricerche sociali di Berlino) traccia un'analisi della situazione del nostro Paese.
Quali sono i tagli che fanno le famiglie?
«In ginocchio finiscono i precari e soprattutto i giovani con contratti co.co.pro perché, anche se il governo italiano ha annunciato interventi attraverso gli ammortizzatori sociali, queste fasce di cittadini non potranno salvarsi. Una famiglia in difficoltà inizia a tagliare le spese per viaggi, abiti, auto nuova e lo studio. Si comprano meno libri per la scuola e non ci sono soldi per l'università».
Quindi molti giovani, finito il liceo, non andranno più all'università pur di trovare lavoretti che garantiscano un minimo di entrata economica?
«Si, i genitori, loro malgrado, non potranno investire sui figli dal punto di vista dell'istruzione: studiare costa. E come è messa la scuola in Italia non c'è da meravigliarsi. I giovani diplomati magari sceglieranno la strada di lavori in nero e le famiglie che hanno bambini piccoli entreranno in depressione perché il tempio pieno è diventato una chimera. Solo le scuole private ne avranno beneficio. Ma bisogna pagare rette salate e dunque non tutti potranno permetterselo».
L'oggettiva perdita di reddito porta dunque ad un malessere reale ma anche psiocologico. Ma c'è chi, in questo momento, gode della crisi?
«Ci sono le famigle benestanti che continuano a spendere ciò che hanno proprio per godersi i soldi. Nel senso che non riunciano a comprare il frigorifero nuovo, l'auto di lusso e fare la vacanza lunga. E' chiaro che nel mirino ci sono soprattutto i cassaintegrati e i disoccupati. In molte famiglie italiane c'è un cassaintegrato o un disoccupato. Quale futuro dare a un Paese che non sta investendo nel futuro? Neppure l'ultima uscita del premier Berlusconi sulla casa dà ossigeno».
Incrementare l'edilizia non potrà favorire di un aumento di lavoro?
«Penso che in paesi come la Germania, dove attualmente vivo, hanno fatto ben altro: investimenti seri sulle abitazioni ecologiche e sulle tecnologie energetiche volte al risparmio, L'Italia è indietro anni luce».