«Non ci sentiamo più al sicuro»

ALBUZZANO.Dolore per la morte di Francesca Cristiani, ma anche paura e rabbia. Ha lasciato un segno profondo e tangibile ad Albuzzano il grave episodio di cronaca che ha portato Albuzzano anche sui giornali nazionali. La gente è preoccupata, chiede tutela alle istituzioni, soprattutto vuole pene certe per chi commette reati: «E' stato toccato il fondo, siamo allibiti - afferma Laura Maiocchi, giovane donna che sta facendo la spesa nella panetteria di piazza Venco - Non riusciamo a capire come si possa arrivare a questo punto. Si tratta di una violenza subita nella propria abitazione, non ci sentiamo più al sicuro. Abbiamo paura per i nostri parenti più anziani, ma anche per i nostri figli. E' un problema generale, non di Albuzzano. Forse gli immigrati sono troppi, alcuni non riescono ad integrarsi e non rispettano le nostre regole. Delinquono, ma restano poco in carcere, liberi di commettere altri crimini». «Siamo molto preoccupati. Non puntiamo il dito contro i romeni, se lavorano e si integrano. Però non accettiamo la violenza da parte di nessuno - sostiene Nives Calvani - Non solo abbiamo paura di uscire, ma ora non siamo tranquilli nella nostra stessa casa». «Ho paura per mia figlia quando esce sola per andare al lavoro - spiega Giovanna Bellotti -. Purtroppo bisogna vivere in questa situazione, nulla ci tutela». «E' sbagliato avere paura - dice Sonia -, certo siamo stanchi, ma non vogliamo essere considerati razzisti». La panetteria, la piazza, la farmacia: si avverte una paura diffusa tra signore giovani e anziane. Tra i ragazzi e i signori di una certa età che si trovano davanti ai bar del paese, per le chiacchiere consuete, vi è invece tanta rabbia e preoccupazione per il futuro: «.Il fatto capitato è davvero terribile - dice Maria, una signora della frazione di Vigalfo - ma non è giusto inveire contro gli immigrati. Questi gravi episodi di cronaca vengono strumentalizzati politicamente». «Abito a soli cento metri dall'abitazione della signora - afferma Simone Malinverni - e questo mi mette paura. Spesso assistiamo a scene di violenza, romeni che si accoltellano e si lanciano martelli. Chiediamo all'Amministrazione comunale a che servono le telecamere installate un anno fa e in che modo la Polizia locale effettua i controlli sul territorio». «Nel nostro paese si sono svolti episodi di particolare clamore, ma anche fatti di piccola criminalità che minano la sicurezza quotidiana - dice Domenico Barone - Molti cittadini hanno dovuto affrontare spese di installazione di sistemi d'allarme o di inferriate. L'attenzione alla sicurezza è anche integrazione tra gli abitanti, italiani e stranieri. Chiediamo che ci venga garantito il diritto di vivere tranquilli». «La licenza al bar frequentato dai romeni, che peraltro provengono anche da altri paesi, non doveva essere rilasciata, li avvengono risse - afferma Mauro Loguercio, rappresentante Ascom -. Viviamo nel terrore, quale futuro avrà il nostro paese?».
Stefania Prato