Flick: no alla censura della stampa
ROMA.Di fronte ad esigenze che appaiono in contrasto, come il diritto di informazione e la tutela della privacy, il legislatore è chiamato a scegliere senza però «introdurre alcuna forma di censura preventiva nei confronti della stampa, sia diretta che indiretta». Giovanni Maria Flick terminerà il prossimo 18 febbraio la sua breve presidenza (appena tre mesi) della Corte Costituzionale.
Quanto gli basta, però, per affrontare la tradizionale conferenza stampa di inizio anno con modalità nuove (a precederla sarà un'udienza straordinaria alla presenza del Capo dello Stato) e di non tralasciare nessuno dei punti più 'caldi' del dibattito politico in corso: dal ddl sulle intercettazioni, al caso Eluana Englaro (la decisione della Consulta è stata 'tecnica', ora serve una «legge chiara» sul testamento biologico), passando attraverso l'abuso dei decreti legge e il federalismo fiscale (su cui auspica un confronto e non un'altra riforma a colpi di maggioranza), fino allo «sconcerto» per la mancata estradizione di Cesare Battisti.
Intercettazioni.Il tema Flick lo affronta con i giornalisti, dopo aver accompagnato al Quirinale il Capo dello Stato che per circa mezz'ora ha ascoltato la sua relazione nella sala udienze. «E' in corso un dibattito molto ampio, varrebbe la pena mettersi tutti attorno a un tavolo per decidere come bilanciare i diversi interessi della privacy e dell'informazione», senza però introdurre «alcuna forma di censura preventiva nei confronti della stampa» perchè questa è «vietata dalla Costituzione». E cosi dicendo incassa l'immediato plauso dell'Fnsi in prima fila nella battaglia contro il ddl Alfano.
Eluana, ora legge chiara.I «nuovi diritti» - e tra essi vi è anche il testamento biologico - rischiano di scontrarsi con «il vuoto legislativo» che, caso per caso, viene colmato da una «supplenza giudiziaria» spesso criticata, come è stato nel caso della ragazza da 17 anni in stato vegetativo permanente. La decisione della Corte Costituzionale di dichiarare inammissibile il conflitto sollevato dalle Camere contro la sentenza della Cassazione su Eluana è stata una scelta «tecnica», spiega Flick.
Abuso decreti legge.Se mancano i requisiti di necessità e urgenza, infatti, la norma è illegittima, anche se poi viene convertita in legge. «E' ben vero che gli ordinari tempi di trattazione delle iniziative legislative possono risultare non in linea con gli obiettivi di priorità del governo. Ma - avverte Flick - è altrettanto evidente che soltanto le forze politiche in Parlamento possono elaborare, attraverso correttivi regolamentari, meccanismi destinati accelerare l'iter di formazione delle leggi».
Federalismo.La legge elettorale, su cui pende «anche un referendum» va modificata, come più volte sollecitato anche dal Capo dello Stato, sottolinea Flick. Che sul federalismo fiscale («indilazionabile») auspica una «capacità di confronto» tra le forze politiche, diversamente dalle ultime riforme costituzionali, nel 2001 e nel 2006, «approvate a colpi di maggioranza».