Rifiuti lomellini portati a Pero

bPARONA. /bbStop al 'termo" dopo l'incendio: da domani i rifiuti prodotti in Lomellina saranno smaltiti nell'impianto di Pero, gestito da Amsa spa di Milano. La destinazione dell'immondizia per i prossimi due mesi, in attesa che i tecnici riparino il guasto ai nastri trasportatori danneggiati. In ogni caso, per i contribuenti lomellini non ci sarà aggravio nella bolletta della Tarsu, come confermato dalla direzione aziendale del Clir spa, che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani in 41 Comuni lomellini. A Pero arriverà anche la spazzatura di alcuni paesi del Milanese, fra cui Abbiategrasso, che si appoggiavano al termovalorizzatore. Le zone del Vogherese e del Varzese smaltiranno invece negli impianti Fertilvita di Giussago e Corteolona.BR /b Come è già successo dopo l'incendio di marzo, le istituzioni pubbliche e le società lombarde che gestiscono il ciclo dei rifiuti hanno attivato la consueta strategia del mutuo soccorso, in attesa di riattivare le unità danneggiate dall'incendio. Il servizio di raccolta rifiuti dai cassonetti non sarà interrotto e nemmeno a rischio: gli abitanti del bacino provinciale B (Lomellina, Vogherese e Varzese) non avranno nulla da temere. «Nessuna conseguenza per i cittadini e i conferitori: la raccolta continuerà con la consueta calendarizzazione locale e i cittadini non si accorgeranno del disservizio del termovalorizzatore», conferma Linea Group Holding, il gruppo lombardo che controlla Lomellina Energia. Anche i rapporti economici fra Clir spa e Lomellina Energia non saranno modificati. L'accordo prevede che la società con sede a Mortara versi 96,90 euro a tonnellata a Lomellina Energia: con il contributo di 5 euro dovuto al Comune di Parona, la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti al termovalorizzatore arriva a un totale di 101,90 euro. «Fino a oggi (ieri per chi legge) la società non ci ha imposto alcun aumento di tariffa a causa dell'incendio scoppiato nei giorni scorsi», confermavano ieri pomeriggio dalla direzione aziendale del Clir spa di Mortara. E dovrebbe essere cosi anche per i prossimi due mesi, tempo previsto per la riattivazione delle due caldaie paronesi, che sono autorizzate a bruciare fino a 380mila tonnellate l'anno di rifiuti. Le fiamme si erano sprigionate sabato sera nell'area dei nastri trasportatori che convogliano il rifiuto secco, il cosiddetto combustibile da rifiuto (Cdr), verso il forno della prima delle due caldaie. Non sono stati coinvolti i dipendenti al lavoro a quell'ora, ma la società è stata costretta a fermare gli impianti. «L'incendio è avvenuto in una sezione dell'impianto che, nei dieci anni di funzionamento, non ha mai manifestato alcun tipo di inconveniente: al riguardo, abbiamo già dato avvio a un'approfondita indagine, affidata a consulenti esterni, per cercare di stabilire le cause di questo evento - aggiunge la società Linea Group Holding -. Inoltre, la sosta forzata consentirà di realizzare la manutenzione delle caldaie». Come già successo nel marzo scorso, gli operai dovranno lavorare per circa due mesi per rimettere in funzione lo stabilimento di Lomellina Energia. Nel frattempo, l'immondizia lomellina sarà inviata a Pero e quella dell'Oltrepo occidentale a Giussago e Corteolona. Senza alcun costo in più per i contribuenti delle tre zone.BR bUmberto De Agostino /b