Il giudice reintegra Giurato, il sindaco si oppone
b PAVIA./bb «Gianluca Giurato torni a fare il comandante dei vigili», scrive il giudice del lavoro. «Gianluca Giurato non può più fare il comandante dei vigili», replica il sindaco. E su questa divergenza si aprirà, da domani, una nuova fase di lotta politica. La decisione della magistratura è arrivata ieri. Il giudice del lavoro, Federica Ferrari, si era riservata per alcuni giorni. A scioglimento, e a suggello di cinque pagine, «ordina al Comune di Pavia di assegnare al ricorrente l'incarico di dirigente del settore di polizia locale». Giurato, domani, dovrebbe presentarsi al comando.BR /b Il giudice era stato chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dal legale di Giurato, l'avvocato Graziano Lissandrin. Si contestava la decisione con la quale il sindaco, Piera Capitelli, aveva prima sospeso il comandante, e successivamente gli aveva affidato un incarico dirigenziale «di alta specializzazione» per lo studio e la stesura «di progetti relativi all'educazione, legalità e sicurezza». Il giudice scrive che Giurato «è stato assunto con contratto a termine per svolgere la specifica mansione che il Comune di Pavia ha ritenuto di affidare a un soggetto non facente parte della dotazione organica». «A ciò - prosegue la dottoressa Ferrari - consegue che all'amministrazione, che si è vincolata nell'individuazione dell'oggetto del contratto - incarico di dirigente polizia municipale - stipulato con il ricorrente è preclusa la possibilità di variare unilateralmente, nell'arco di durata dell'incarico, l'oggetto dell'incarico medesimo». In sostanza, il Comune non può decidere da solo di cambiare l'incarico per Giurato; o lo fa lavorare come comandante della polizia locale oppure, se ve ne siano le condizioni, gli può revocare l'incarico prima della scadenza del contratto, fissata ad aprile 2010. Ipotesi verso la quale pare orientata Piera Capitelli. «La sentenza di reintegro, - ha dichiarato ieri il sindaco - contro la quale proporremo ricorso, è motivata dal fatto che, secondo il giudice, lo spostamento del dirigente da un settore all'altro non è possibile se non viene concordato. Nel caso del dottor Giurato, lo spostamento a nuovo incarico era stato un atto di buonismo. Ma la sentenza lo esclude. Siccome l'obbiettivo era quello di non mantenere il dottor Giurato a capo della polizia locale, da domani valuterò insieme all'avvocato del Comune cosa fare». Una dichiarazione che assomiglia molto a un preavviso di licenziamento. «Mi assumo la responsabilità di decidere e le sue conseguenze, ma spero che non si apra un'altra fase tormentata. Deciderò con gli avvocati per non subire le pressioni politiche che ci sono state anche da parte della maggioranza».BR