Abelli: vado a Roma, ma forse torno tra non molto
b PAVIA./bb E' già deputato prima del tempo, comunque vada il voto. E' il terzo della lista dopo Berlusconi e Fini. E, cosi, Giancarlo Abelli è al sicuro, il primo dei primi della circoscrizione sotto il simbolo del Pdl, del centrodestra. E' lui che vince. Sempre. Non discute più di tanto, ha le sue idee forti e applica il pragmatismo. E' la politica della fisicità, Abelli vorrebbe magari sentirsi dire che la sua è la politica che si fa carne. Che contatta, che diventa rete, che non lascia dubbi, che avvicina e che si avvicina. E' battaglia continua la sua. Da quasi 40 anni. O con lui o contro di lui. Divide, amore oppure odio. Ha affrontato le situazioni più delicate, più a rischio, e ne è uscito senza scottarsi. Da Broni, dove è nato nel maggio del 1941, di strada ne ha percorsa. Gli ospedali il suo pallino, il Policlinico di Pavia e quello di Milano. Presidente, certo. Poi la Regione e il patto con Roberto Formigoni che lo nomina assessore. Si occupa in particolare di sanità, di questioni sociali e di famiglia. E' continunamente presente. Sta per tagliare un altro traguardo fondamentale. Con una risata da baritono commenta, saluta gli affezionati e lancia siluri a chi gli è contro. Dove approderà? Bisogna solo aspettare.BR /bb Assessore Abelli, questa non è una campagna elettorale eccitante. E' vero?BR /b «E' una campagna inusuale per uno, come me, che è abituato a chiedere, oltre al consenso per la formazione in cui milita, anche la fiducia personale. Anche perché è questa fiducia che ti lega maggiormente al tuo territorio, al tuo ambiente. Io l'ho vissuta, inizialmente, con un po' di disagio».BR b Era la voglia di mettersi alla prova? Di vincere ancora?BR /b «Un'altra volta si dato il mio temperamento. Trovandomi li, sicuro di essere eletto, non mi sembrava di dare alla competizione quel giusto dosaggio di sale che ci vuole, che deve esserci sempre. Ma poi ho compreso che la causa è più grande, non è individuale, e sto combattendo molto di più che se cercassi le preferenze».BR b A Roma, da deputato dunque, ma con quali aspettative?BR /b «Questo non dipende da me, non lo so. Andrò da chi mi ha chiesto di candidarmi - 'Questa volta vieni a Montecitorio" - e dirò: sono qui, ubbidisco. In ogni caso non ci vado come uno dei tanti peones. Io non chiedo niente, ma non escludo niente. Sono a disposizione per la mia squadra e per la mia gente».BR b E' stata una richiesta di Berlusconi...BR /b «Certo, di Berlusconi. E' una persona che mi considera, prima ancora che un politico, un amico. Lui ti dà l'idea del carisma legato alla carica umana».BR b E Formigoni?BR /b «E' il fratello di tante battaglie. Con lo stare insieme a lui, per tutti questi anni, una quindicina, ho apprezzato i suoi ragionamenti, la sua capacità di fare, di coinvolgere. Roberto è la ragione, Silvio Berlusconi i sentimenti, l'uomo che suscita forti emozioni».BR b Un Abelli ciellino?BR /b «Sono un cattolico. Cl è un movimento ecclesiale che mi affascina. Però non me la sento di definirmi ciellino vista la formazione che ho ricevuto. Ecco, sono un simpatizzante».BR b Si dice che tornerà presto in Lombardia. E' vero?BR /b «E' possibile, ma non è il momento questo per pensarci. Vedremo al momento opportuno. Intanto devono presentarsi certi passaggi obbligati: primo vincere queste elezioni, secondo vedere che cosa deciderà Formigoni, terzo se andremo alle urne e quando per il Pirellone e poi capire che cosa chiederanno a me. Anche questa attuale candidatura è frutto della mia disponibilità, non è una mia domanda. Io sono al servizio della formazione, è chiaro».BR b Quindi prossimo vice-presidente della Lombardia, come guardiano del Pdl, con un presidente leghista, Maroni o Castelli... O no?BR /b «Vedremo, adesso è ancora presto».BR b E gli alleati? Gli avversari?BR /b «Con la Lega credo di avere a Milano dei rapporti di grande rispetto. Cosi come con l'opposizione istituzionale. E' qui a Pavia che ogni tanto c'è qualche manifestazione di dissenso, c'è una ricerca di spazio, come se questo spazio dovessero toglierlo a me».BR b E i nemici?BR /b «Non parliamone».BR b E Stefano Losurdo, della destra di Storace, che attacca sul potere e sulle nuove alleanze abelliane?BR /b «Losurdo è un incidente della politica».BR b Poi c'é Giovanni Azzaretti.BR /b «Il comportamento di Azzaretti sul caso del San Matteo, per me, è un motivo di amarezza. Non credo di aver agito male nei suoi confronti. Non sono riuscito a fargli concludere la sua esperienza sino alla scadenza naturale. Dopo di che ha avuto un atteggiamento di ostilità che per me è ingiustificato».BR b Già, il San Matteo, con i nuovi vertici, ora in mano forestiera...BR /b «Il San Matteo ha come riferimento delle persone capaci, è ciò che interessa a Pavia. L'ospedale avrà un collegamento sempre più stretto con la Regione e questo permetterà più disponibilità della stessa Regione, disponibilità legata al rilancio dell'immagine di Pavia dove la sanità significa eccellenza».BR b Il dente batte sempre sul Pirellone. A parte l'eventuale ritorno, c'è già tanta nostalgia?BR /b «In un certo senso mi dispiace lasciare la Regione. Immensamente. Mi dispiace molto... Tuttavia ci sono delle contingenze politiche in cui bisogna avere l'intelligenza e la freddezza di scegliere lasciando da parte anche certe sicurezze. Ma, in fondo, Roma non è poi cosi lontana, si va in un'ora. Qui da noi non si libereranno facilmente di me».BR b Anche nel partito?BR /b «Soprattutto nel partito. C'è un gruppo di giovani che cresce, che vuole contare, che sarà il futuro. Mi chiamano 'maestro". Non è una grande soddisfazione? Anche se quando ti chiamano cosi significa che sei arrivato, che hai lottato e insegnato tanto».BR b Ma ancora avanti però...BR /b «Spero di continuare, vorrei essere sempre accompagnato dalla passione politica, dalla fiducia della gente, dalla lucidità e, ovviamente, dalla salute».BR b Ma queste elezioni, in generale, come vanno? Che sensazioni ci sono alla vigilia?BR /b «La sensazione che abbiamo, girando, è che ci sia una grande volontà della gente di voltare pagina rispetto al passato più recente. Tutti attaccano il governo Prodi, non ne potevano e non ne possono più. E, secondo me, Walter Veltroni non raccoglierà, è esangue».BR b E le proposte da futuro parlamentare?BR /b «Se si fanno promesse specifiche, personali, in campagna elettorale, non è molto serio. Bisogna guardare alla credibilità dei partiti e delle persone. Io credo di aver dimostrato, in questi anni in Regione Lombardia, di puntare al progresso del mio territorio e di chi ci abita. A Montecitorio mi occuperò sempre di questi nostri problemi, con la mente e con il cuore».BR b Quanti gli errori commessi nella vita politica?BR /b «Tanti. Ho sbagliato molte volte che preferisco non ricordare. Dovrei esprimere dei giudizi su persone alle quali ho dato fiducia e non l'hanno meritata. Ma è cosi in politica e soprattutto nella vita... La politica, per me è proprio un rapporto sul piano umano, è un rapporto diretto. Poi arrivano anche le delusioni».BR b L'autostrada Broni-Pavia-Mortara? La vedremo?BR /b «Va avanti, il progetto si realizza. Diciamo che si tratta della Broni-Stroppiana e che verrà completata nel 2013, proprio poco prima dell'Expo di Milano. E' un motivo in più per valutare il collegamento tra l'Oltrepo orientale e Milano. Con l'Expo, quindi, ci sarà l'Oltrepo oltre a Pavia, Voghera e Vigevano».BR b E la Provincia di Pavia intesa come ente?BR /b «Va bene. Vittorio Poma per me va benissimo. Si, adesso c'è la calma. Forse c'è stata qualche piccola agitazione. E' fisiologico. E' comunque una brezza rispetto alla tempesta del Mezzabarba».BR