Casini: col pareggio spazio al centro E io sono pronto per fare il premier

bROMA. /bb«In caso di pareggio io sono qui, ma la scelta spetterà al capo dello Stato». La speranza segreta di Pier Ferdinando Casini è di avere una situazione di parità al Senato che imponga la scelta di un terzo come presidente del Consiglio. E chi meglio di lui? «Nessuno potrà imporre nomi al Presidente della Repubblica, al quale spetta la decisione finale senza che nessuno interferisca», aggiunge Casini in un'intervista tv.BR /b Casini precisa anche che «guidare il Paese non è una scelta, ma un dovere se ci sono le condizioni». Moderato, rispettoso delle istituzioni, sceso in campo per «una prova generale», come lui stesso l'ha definita, e per dimostrare a tutti che il bipolarismo deve fare i conti con il centrismo cattolico. Casini teme la Lega, della quale vede l'estremismo irridente come un vero pericolo anche per il Pdl. «La Lega nei prossimi anni farà vedere i sorci verdi a Berlusconi» sostiene Casini, leader dell'Unione di centro. «Chi vota Berlusconi consegna alla Lega il futuro del Paese. Non è possibile prendere i voti al Sud parlando male del Nord e al Nord parlando male del Sud». Non solo, la mancanza di omogeneità a destra è di tale portata che l'ex presidente della Camera profetizza: «Penso che il Pdl dopo il voto non sarà più nemmeno un partito. È stato l'ennesimo exploit di Berlusconi che altrimenti non aveva modo di rinnovare una campagna elettorale vecchia di 15 anni e riproposta per la quinta volta». Casini è molto polemico con il Cavaliere e dice: «Almeno quando il Pdl imploderà, non potrà dare la colpa a me, ma si dovrà inventare qualcos'altro». Pd e Pdl «hanno tentato di affondare l'Udc per distruggere il centro, invece dovranno rassegnarsi».BR E proprio Berlusconi si deve mettere d'accordo con se stesso: «O siamo irrilevanti o possiamo farli perdere. In ogni caso dovrà rassegnarsi a convivere con una componente moderata in Parlamento». Il leader dell'Udc è sicuro che anche il Pd si sgretolerà dopo le elezioni. Lo ha detto in un comizio in Calabria. E insiste: «Se Berlusconi dopo le elezioni non avrà la capacità di governare che se ne torni ad Arcore. Stessa cosa per Veltroni. Le elezioni per noi sono una prova generale».BR Secondo Casini è stata già battuta «l'idea di desertificazione della politica italiana» e da «Veneto, Calabria, Puglia e Campania» dove Casini concluderà oggi la campagna elettorale, l'Udc «può avere 8 senatori».BR