Shopping con assegni «taroccati»

b VOGHERA./b Due donne eleganti, molto distinte, hanno passato in rassegna i negozi più eleganti della via Emilia e delle altre vie del centro di Voghera, facendo acquisti costosi soprattutto in boutiques e profumerie. Sembrava un buon affare per i negozianti: peccato che invece di pagare in contanti o con carte di credito, usassero assegni «taroccati». In questi giorni i carabinieri della Stazione di Voghera sono riusciti a risalire all'identità di una delle due donne e l'hanno denunciata per truffa aggravata: si tratta di L.R., 50 anni, residente in provincia di Brescia. La donna è già nota alle forze dell'ordine di mezza Italia per altri reati dello stesso tipo. Il raid truffaldino è stato compiuto nelle scorse settimane, ma se ne è avuta notizia solo al termine delle indagini. Le due donne hanno truffato almeno sette negozianti del centro. I carabinieri hanno denunciato solo una delle due donne perchè, a quanto sembra, solo L.R. staccava e firmava gli assegni: l'altra si limitava a darle assistenza e a farle da «spalla» nelle truffe. Si sa comunque che anche l'altra donna, identificata ma non denunciata perchè non ci sono le prove che abbia commesso dei reati, abita in provincia di Brescia.BR Le due donne, mai viste prima a Voghera, si «presentavano» molto bene: vestite eleganti, con fare sicuro di sè, non volgare, entravano nei negozi e sceglievano con calma la merce. Al momento di pagare L.R. fingeva di scoprire proprio in quel momento di non avere contanti, e quindi prendeva il libretto degli assegni dalla borsetta. Inevitabili a quel punto le espressioni di perplessità da parte di commesse e negozianti, dubbiosi davanti all'idea di accettare assegni da una sconosciuta. L.R. però si era preparata per bene: infatti per tranquillizzare il commerciante mostrava una carta di identità, in modo che il venditore potesse annotarne gli estremi. Il documento, però, non era autentico: si trattava di un falso, anche se imitato alla perfezione.BR I negozianti vogheresi hanno scoperto l'inganno solo quando sono andati in banca a incassare gli assegni. Il conto esisteva ma era intestato a una persona diversa rispetto a quella indicata sulla carta d'identità: in pratica, gli assegni erano stati rubati. I carabinieri sono riusciti a identificare L.R. perchè la donna aveva già commesso truffe analoghe, con lo stesso carnet di assegni rubati, nella zona della provincia di Cremona. (p.fiz.)BR