Bioetanolo, i dati del progetto
b ZINASCO./bb Regione, Comune e Provincia, ma anche organizzazione agricole e sindacati. Il pensiero è unanime: una nuova realtà produttiva sul nostro territorio è un 'occasione da non perdere. Il dialogo con Italia Zuccheri, intenzionata a realizzare a Zinasco un impianto di riconversione per la realizzazione del bioetanolo non va dunque interrotto. Dall'incontro con la cittadinanza, che si è svolto giovedi sera in paese, è emerso un invito forte. La richiesta di sgomberare la mente dai pregiudizi, per cominciare a riflettere e a dialogare con gli enti senza preconcetti. «In questi mesi - ha detto il sindaco, Giuseppe Miracca - si è molto parlato dell'impianto di biotenolo facendo solo tante ipotesi e con affermazioni spesso non vere».BR /b Riconfermata l'affermazione secondo la quale Italia Zuccheri ha puntato gli occhi su Zinasco per la possibilità di realizzare l'impianto in un terreno limitrofo e parallelo alla ferrovia. Ma l'opportunità nasce anche dalla vicinanza all'autostrada. I camion a servizio della fabbrica, infatti, non transiteranno in paese ma si serviranno di una strada (per un tratto comunale e per l'altro provinciale) che collega la stazione alla zona artigianale di Villanova d'Ardenghi, per poi raggiungere la Milano-Genova.BR Umberto Benazzoli, settore Agricoltura Regione Lombardia, ha ripercorso le tappe della vicenda iniziata l'8 agosto 2007 con la firma da parte dei comuni di Casei Gerola e Zinasco, delle associazioni agricole, di Regione, Provincia, Cisl, Cgil e Italia Zuccheri dell'accordo di programma che ha visto operare nei mesi successivi quattro gruppi di lavoro. Impegnati, rispettivamente, a garantire un accordo forte tra mondo agricolo e industriale, ma anche un minimo impatto ambientale dell'impianto. «L'accordo - ha affermato il dirigente - è stato presentato l'altro giorno a Palazzo Chigi dove si è svolto il comitato interministeriale presieduto da Gianni Letta ed è piaciuto». I contenuti del progetto sono stati illustrati per Italia Zuccheri da Riccardo Casali e Gianfanco Marani. Il processo produttivo inizia con un fase di macinazione dei cereali che termina, dopo alcune fase di lavorazioni, nella produzione di bioetanolo e di mangime per la zootecnia (Ddgl). La capacità produttiva dell'impianto sarà di 480 tonnellate giornaliere di bioetanolo e di 500 t di Ddgl. Per fare ciò serviranno 1500 tonnellate di mais al giorno ricavati dalla lavorazione di 50-55mila ettari di terreno a mais. La materia prima, dunque, non arriverà solo dalle coltivazioni di zona. 50-55 le persone che verranno impiegate, tra cui i lavoratori dell'ex zuccherificio di Casei Gerola. Contrariamente a quanto fino ad ora ipotizzato Italia Zuccheri ha affermato che la tecnologia con cui è stato studiato l'impianto non prevede acque di scarico e richiede un modesto fabbisogno idrico. Del tutto contenute, secondo i rappresentanti dell'azienda, anche le emissioni nell'aria. Per quanto riguarda, invece, la logistica questo sono i numeri ipotizzati dall'azienda. La ricezione dei cereali prevede il transito giornaliero di 80 camion o di un treno e 44 camion. La spedizione del prodotto finito si baserà invece su 24 mezzi o un treno al giorno. Il presidente della Provincia, Vittorio Poma, si è impegnato con i cittadini a seguire con estrema attenzione l'impatto sulla viabilità.BR bRaffaella Costa /b