Le interruzioni? Mai oltre le 22 settimane
b PAVIA./b La Regione Lombardia ha varato a fine gennaio un manuale d'applicazione della legge 194. E fissa il tempo limite per l'interruzione terapeutica: non oltre 22 settimane e 3 giorni. «Ad eccezione dei casi - dice la Regione - in cui non sussista la possibilità di vita autonoma del feto». «Una decisione strettamente connessa alle evidenze scientifiche - ha spiegato l'assessore alla Sanità Luciano Bresciani - che grazie ai passi avanti della medicina richiedono di adeguare un limite temporale che la legge non può stabilire a priori. E i dati scientifici oggi a disposizione indicano infatti che a 23 settimane di età gestazionale è possibile la vita autonoma del neonato». Considerando però che è dimostrato un margine di errore nella datazione della gravidanza, anche se effettuata in epoca gestazionale precoce e che la possibilità di vita autonoma del neonato migliora, tra la 22 e la 24 settimana, del 2-3% per ogni giorno di gravidanza, si ritiene appunto che l'interruzione di gravidanza non debba essere effettuata oltre la 22ma settimana e 3 giorni.BR «Per quanto riguarda la prevenzione - ha spiegato l'assessore alla Famiglia Giancarlo Abelli - la giunta ha stanziato 8 milioni di risorse aggiuntive per potenziare l'attività dei consultori. La ripartizione sarà fatta tra le Asl lombarde, tenendo conto del numero di donne, con età compresa tra i 12 e i 45 anni, che vivono sul territorio». (m.g.p.)BR