SE SACCO VA ALLE BAHAMAS

BR Giancarlo Sacco domenica ha difeso i suoi giocatori come mai prima. Parafrasando le coach-esternazioni, le più incisive dall'inizio della stagione, Sacco ha definito Rimini una «grande squadra» e ha parlato di Edimes «cresciuta in difesa dentro l'area» vedi il 39% al tiro dei romagnoli, di margini di miglioramento notevoli perché Brkic non può andare avanti ad ammaccare il ferro dopo allenamenti perfetti, del problema playmaker che non esiste perché sul manubrio dell'Edimes durante la partita ci sono state sempre due mani e che quelle di McKie sono già adatte al ruolo, come dimostrato un anno fa a Caserta. Sacco, inoltre, ha voluto riportare in sala stampa la risposta data a quelli di mamma-Rai sulla presunta panchina traballante. «Se avessi perso, non mi avrebbero cacciato. Se avessi perso sarei andato alle Bahamas», ha sbottato il coach pesarese. Speriamo di no, aggiungiamo noi a mente fredda. Speriamo che Sacco si fermi ancora a lungo sul Ticino, oltre la scadenza del contratto del prossimo giugno e negli anni a venire. Il 50enne coach pesarese sul piano della conoscenza della pallacanestro e della capacita di tradurla in lettura tattica è forse il migliore che abbia lavorato qui dall'inizio degli anni Ottanta in poi. Sacco inoltre è un caratteriale che non ama si entri nel merito delle sue convinzioni e padroneggia cultura dialettica declinata al basket come pochi. Al giro di boa questa è poi l'Edimes migliore di sempre quanto a bilancio nei tornei a 16 squadre. Che volere di più? Semplicemente che con un paio di innesti mirati si dia a un coach di tale levatura una squadra migliore. Sacco in estate si augurava di poter avere, una volta tanto, una squadra attrezzata per vincere. E questa, pur con tutti i meriti fin qui acquisiti, non lo è. E comunque l'innesto a livello di passaportato, dopo Martinez e Cioffi, sembra già scritto. Sacco è troppo bravo per non sapere che Filloy è il «miglior» play che potesse capitare come avversario di questi tempi e che con Scarone la musica sarebbe stata totalmente diversa. Il fallo di Bj per tre tiri liberi offerti su un piatto d'argento a Rimini a 30" dalla fine di una partita che doveva essere già chiusa è uno dei tanti esempi che si possono fare per spiegare dove si potrebbe mettere mano.BR

Stefano Pallaroni