Tata farà spesa in Europa con Jaguar e Land Rover

b NEW DEHLI./b Tata Motors, la casa automobilistica indiana partner di Fiat, scalda i motori e si prepara a sbarcare sul mercato europeo e statunitense dell'auto di lusso. Il gruppo di Mumbai è infatti in pole position per aggiudicarsi Jaguar e Land Rover, le due divisioni messe in vendita dalla Ford. Con il gruppo automobilistico statunitense, il terzo mondiale, è in corso «un dialogo positivo» e un accordo potrebbe essere raggiunto nel giro di settimane. La stessa Ford ha confermato - tramite il vice-presidente esecutivo con responsabilità per l'Europa, Lewis Booth - di essere «impegnata in un negoziato ad un livello più dettagliato con Tata Motors per la possibile vendita delle attività combinate di Jaguar e Land Rover». Booth non ha precisato se gli altri potenziali acquirenti alternativi alla casa indiana si siano fatti indietro: in precedenza avevano manifestato interesse Mahindra & Mahindra e il fondo statunitense di private equity One Equity Partners. Per la casa automobilistica guidata da Ratan Tata, nota finora anche per la produzione di auto dal costo di soli 6.500 dollari, mettere le mani sui due marchi-icona del ‘Made in England' significherebbe un grosso salto di qualità in termini di mercati di sbocco, presenza internazionale e nuove tecnologie. Land Rover, che costruisce fuoristrada dal 1948, è in utile e di recente ha rilanciato i modelli Discovery e Freelander, che vanno a coprire la fascia di mercato ‘luxury' assieme all'ammiraglia Range Rover. Jaguar, invece, nota per le auto sportive come la famosa E-type degli anni '60, è in rosso da quando è stata acquisita da Ford, che per rilanciarla nel 2005 ha speso oltre due miliardi di dollari nel 2005, quasi quanto aveva dovuto sborsare per acquisirla. Per la casa di Dearborn, Michigan, la cessione (valutata in circa due miliardi di dollari dagli analisti) è invece l'occasione per tornare a concentrarsi sulla ristrutturazione della produzione nel Nord America, punto di partenza per rimettere a posto i conti dopo la perdita record di 12,6 miliardi di dollari nel 2006.BR Il mercato automobilistico indiano è in pieno sviluppo, come quello del vicino cinese. Dopo un periodo di stagnazione, a partire dal 2003 il settore automobilistico in India ha cominciato a crescere in maniera costante, con incrementi annuali di vendite superiori al 15%. La produzione di auto si concentra soprattutto su piccole vetture a prezzi contenuti, che rappresentano circa il 75% del totale. Tre settimane fa, sempre la Tata, aveva annunciato la prossima presentazione della molto attesa autovettura supereconomica da 2.500 dollari svelata ieri al Salone di New Delhi. La nuova vettura super low cost è destinata, secondo molti osservatori, a rivoluzionare il mercato, costringendo tutte le case ad abbassare i prezzi ma anche a suscitare un acceso dibattito a causa del costo, ritenuto da molti osservatori troppo basso. Alla Tata ha risposto il tandem Renault-Nissan e l'indiana Bajaj che, secondo indiscrezioni della stampa locale, dovrebbe per la fine di gennaio sciogliere la riserva e annunciare la prossima produzione di una low cost da 3.000 dollari. Tornando al mercato indiano, le ultime cifre disponibili parlano di un leggero calo di vendite in dicembre, dovuto agli acquisti rimandati in attesa del Salone di New Delhi.BR