Affari con il giro dell'eroina, ex operaio in cella
BR b VALENZA./bb L'accusa reale, formalizzata nell'ordine di arresto, è quella di avere spacciato stupefacenti in modo continuato e coordinato. Ma il sospetto è molto più grave: avere riportato sulla strada dell'eroina una serie di persone, e cioè i suoi clienti abituali, che negli ultimi anni avevano smesso con la droga. A finire in manette è stato Massimo Malatesta, 45 anni, un ex operaio di Valenza Po con numerosi precedenti penali per spaccio di stupefacenti e reati connessi. I carabinieri di Valenza, agli ordini del maresciallo Cicero, lo hanno incastrato dopo due mesi di pedinamenti e appostamenti.BR /b Malatesta era specializzato in eroina, in un mercato che a Valenza si dedicava ormai solo alla cocaina. Gli investigatori sono persuasi che sia proprio colpa sua il ritorno dell'eroina a Valenza. Ora Malatesta è rinchiuso nel carcere di Alessandria: per incastrarlo i militari di Valenza hanno chiesto anche l'aiuto del nucleo carabinieri cinofili di Volpiano (Torino). I carabinieri sono giunti sulle sue tracce dopo avere ricevuto diverse segnalazioni circa un prepotente ritorno dell'eroina sul mercato della droga di Valenza. Un fenomeno che non aveva mancato di suscitare meraviglia: erano anni ormai che questo tipo di stupefacente (nelle sue diverse varietà, a partire dalla 'brown sugar") era infatti sparito dalla zona. Alcuni dei tossicodipendenti da eroina si erano «convertiti» alla cocaina e ad altre sostanze, la maggior parte aveva smesso ed era uscita dal giro. In breve i carabinieri hanno ottenuto la conferma dei loro sospetti: l'eroina era tornata a Valenza. Le ricerche per identificare lo spacciatore hanno portato presto al nome di Massimo Malatesta, vecchia conoscenza degli inquirenti per questo genere di reati. L'ex operaio vive in un appartamento del centro, e i militari hanno iniziato a tenerlo d'occhio, prendendo nota per due mesi di tutti i suoi contatti, di tutte le visite che riceveva, di tutte le persone che incontrava. I carabinieri non hanno mai assistito ad una compravendita di eroina tra Malatesta e un cliente, ma hanno fermato più volte persone che erano appena state a casa sua e che avevano in tasca una monodose di eroina. Il quadro emerso dalle indagini parlava chiaro. Il sospettato riceveva a casa sua almeno una decina di clienti al giorno, e si trattava quasi sempre di vecchi amici; persone conosciute come consumatori di eroina negli anni settanta e ottanta e quindi anche piuttosto avanti con gli anni. Solo che, a quanto risultava, si trattava di individui che avevano smesso con la droga ed erano usciti dal giro dei tossicodipendenti locali: perchè avevano ricominciato a frequentare il loro vecchio spacciatore? I pedinamenti e gli appostamenti sono stati molto discreti: i carabinieri non volevano rischiare di compromettere l'indagine fermando un cliente nelle immediate vicinanze della casa di Malatesta. Che, in questo modo, non si è insospettito e ha continuato tranquillamente ad esercitare la sua attività illecita sotto gli occhi della convivente (che però non sospettava nulla e che è risultata totalmente estranea ai suoi traffici). Lo stesso Massimo Malatesta, a quanto pare, aveva smesso con l'eroina ma si era riavvicinato alla droga recentemente: è probabile che l'ex operaio abbia rimesso in piedi il suo vecchio giro di tossicodipendenti proprio per pagarsi la dose quotidiana. Alla fine i carabinieri di Valenza hanno ritenuto di avere raccolto abbastanza prove contro di lui e hanno richiesto un'ordinanza di custodia cautelare al Gip del tribunale di Alessandria. Venerdi pomeriggio, quando è arrivato il provvedimento del giudice, i carabinieri sono andati a prenderlo a casa sua, dove è stata trovata solo una minima quantità di droga.BR
Paolo Fizzarotti