Roma-Napoli: stadio solo per abbonati
MILANO.Porte 'socchiuse" negli stadi italiani. E' l'ultimo problema che cade come un macigno nello stagno di un calcio che non ne aveva bisogno, impegnato com'è a cercare (e non trovare) un faticosissimo accordo - prima che il governo abbia la tentazione di decidere lui - sulla ripartizione dei diritti tv. E con la rogna della serie B rimasta senza tv e senza soldi. Ma, per sventare il rischio di gare a porte chiuse, il calcio italiano deve adattarsi a convivere con decisioni che mutilano gli spalti per cercare di arginare la violenza e il razzismo. Le società comunque sono sotto scacco e per giunta non hanno trovato ancora un fronte comune. Dopo Inter-Napoli alla quale per decisione dell'Osservatorio del Viminale non erano ammessi i tifosi partenopei, sabato all'Olimpico Roma-Napoli sarà per i soli abbonati giallorossi. E a San Siro per Inter-Genoa il 28 ottobre, la curva nord è destinata a rimanere deserta. Stavolta per decisione del Giudice sportivo che ha applicato una norma del nuovo codice di giustizia sportiva che punisce in questo modo le intemperanze del pubblico. Gli ultras interisti hanno insultato i tifosi avversari che non dovevano esserci e c'erano. Il serpente si morde la coda. Il mondo del calcio non gradisce. «E' una novità che ci lascia perplessi» dice Galliani. Secondo Lotito «in una situazione d'emergenza meglio questo provvedimento che giocare con lo stadio completamente chiuso».