«L'economia è padrona»
BRESSANA.«Nel mio libro c'è il diario, giorno per giorno, del primo anno del governo Prodi, una cronaca di promesse non mantenute e la constatazione, ahimè, che sulla questione delle grandi opere fra centrodestra e centrosinistra non c'è grande differenza».
Gianni Barbacetto, giornalista di Diario, già al Mondo e all'Europeo, autore di numerosi libri-inchiesta, ha denunciato senza troppe perifrasi l'intreccio perverso fra politica e affari nel suo «Compagni che sbagliano», in cui racconta l'evoluzione del sistema e del rapporto fra mondo politico e mondo dell'economia negli ultimi decenni: la tesi di fondo è che oggi è l'economia a dominare sulla politica e a condizionarne le scelte.
Barbacetto, il sistema dunque è cambiato: in meglio o in peggio?
«Io non dò giudizi morali. Certo, quando era la politica a comandare, poteva accadere che facesse delle scelte nell'interesse collettivo. Non succedeva sempre, ma la possibilità c'era. Con la politica in posizione subalterna, è impossibile che questo avvenga».
La politica è subalterna perchè debole?
«Perchè è debole e frammentata, e in questa situazione contano sempre di più i vassalli locali e gli accordi locali».
Una situazione che ha toccato con mano anche in Oltrepo?
«Direi di si, anche se è una realtà che non conoscevo e la devo studiare. Voglio capire meglio anche il ruolo di Gavio, uno dei grandi protagonisti».
Sulle grandi opere, almeno una differenza con Prodi c'è stata: ha bocciato il ponte sullo Stretto.
«Ma lo ha fatto soprattutto perchè mancano le risorse. Lo stesso discorso vale per la Tav».
Nel corso del dibattito di Bressana, coordinato da Giorgio Boatti, sono intervenuti anche Angelo Maggioni (Legambiente) che ha sottolineato aspetti critici sull'economicità dell'autostrada regionale, dai tempi di ammortamento al pagamento dei pedaggi; Giuseppe Damiani, consigliere di minoranza a Bastida, ha delineato lo scenario della grande mobilità su gomma; Ruggero Rognoni (presidente dell'associazione Parco Sud Milano) ha ricostruito la vicenda dell'interporto di Lacchiarella, analizzando le strategie dei grandi gruppi finanziari che si muovono in quella zona; infine Paolo Ferloni (Italia Nostra) ha sottolineato la voglia di partecipazione della cittadinanza quando si discute di temi che la toccano cosi da vicino.