Ritratto di primadonna con boys
Confessarsi in scena, per Mariangela Melato è una specie di vacanza, di anno sabbatico rispetto alle grandi eroine drammatiche che si è trovata ad interpretare sulla scena. Una parentesi diversa nel suo percorso teatrale ed al tempo stesso la grande prova di un'attrice che, arrivata al culmine della sua carriera, si rimette in gioco misurandosi con un genere completamente nuovo, l'one-woman-show. Un omaggio alla sua cartiera, in cui, circondata da sei boys sei che l'affiancano e la sostengono, accompagnata da un'orchestra registrata che si esibisce in un filmato, mette in scena un testo-zibaldone dove parla e divaga su di sé, ricordando l'irresistibile ascesa di una ragazza figlia di un tranviere trozkista e di una sarta specializzata in tailleur che le cuce una pelliccetta di finto astrakan messa sopra una struttura di cartone; che ha la fortuna di debuttare con Dario Fo e di lavorare con Visconti; che ha al suo attivo ruoli di bambina di nove anni e di multicentenaria, di madre Coraggio brechtiana e di scalpitante Centaura, dinamismi alla Feydeau, angosce di una Fedra di Racine, rabbie secche alla Albee, tanti volti del cinema e infinite grinte come artista e donna pubblica. 'Una, nessuna e centomila", come direbbe Pirandello, racconta, balla, ricorda, si cambia a vista, si trasforma in Wanda Osiris, gioca con il pubblico e lo spiazza con i suoi tip tap. Giostrando fra cabaret e rivista, in pantaloni neri larghi da lavoro, con una bombetta di lustrini e bastone, una giacca da smoking, un maglione rosso, canta la canzone anni Trenta il cui ritornello ha dato il titolo allo spettacolo. Ma canta anche il Brecht e Weill dell''Opera da tre soldi" e, fra l'altro, con un arrangiamento blues, anche il 'Qualcuno era comunista" di Gaber... Inanella una serie di pagine che tracciano la sorridente biografia artistica di una città, Milano, e, soprattutto, di una donna. Una donna libera e forte, ricca di talento e di autoironia, che ha molto da dire su come gli uomini l'hanno amata, spesso male e con egoismo, e che anche per questo ha fatto la scelta non facile di intonare con orgoglio d'intonare 'Sola me ne vo". Ad alta voce.
SOLA ME NE VO' di Vincenzo Cerami, Giampiero Solari, Riccardo Cassini e Mariangela Melato, con Mariangela Melato; regia di Giampiero Solari (1-2-3 febbraio 2008).