Corea del Nord da settimane sott'acqua: almeno 600 vittime

SEUL.Le inondazioni che imperversano da settimane in Corea del Nord hanno causato almeno 600 morti o dispersi, migliaia di feriti e danni ingenti.
L'agenzia ufficiale del regime nord coreano, che cita dati forniti dall'Ufficio centrale di statistica, afferma che le piogge torrenziali cadute all'inizio di agosto, accompagnate da forti venti e smottamenti di terreno, hanno «provocato perdite materiali colossali, ciò che si è tradotto in difficoltà precedenti nella vita della popolazione e nello sviluppo economico».
Il precedente bilancio ufficiale nordcoreano riferiva di circa 300 tra morti e dispersi.
Sempre secondo la agenzia di stampa Kcna, 240.000 abitazioni sono state totalmente o parzialmente distrutte, o inondate. Di conseguenza, circa 100.000 persone sono rimaste senza tetto e 900.000 risultano in vario grado sinistrate. Sono andati distrutti o rimasti danneggiati oltre 8.000 edifici pubblici - soprattutto scuole, asili e ospedali - come pure importanti imprese, tra cui fabbriche e miniere.
Le inondazioni che investono la Corea del nord dall'inizio del mese sono le peggiori registrate da un decennio nel Paese, in preda a una cronica crisi alimentare.
A metà degli anni Novanta, vi era stata, in seguito a alluvioni disastrose, una carestia che - secondo organizzazioni umanitarie - aveva causato tra 800.000 e due milioni di morti. Dieci anni dopo, la Corea del nord dipende ancora in larga misura dagli aiuti alimentari dall'estero per nutrire i suoi 23 milioni di abitanti.
Una situazione di estrema difficoltà per le inondazioni si registra anche nella regione australiana del Queensland che per giorni è stata investita da piogge torrenziali. L'Australia nei mesi scorsi era stata colpita da una drammatica siccità, col crollo della produzione di grano, latte e altri prodotti dell'agricoltura.