Il municipio può tornare ad assumere

CASSOLNOVO. Il Comune può tornare ad assumere. Lo dice la Corte dei conti, riunita il 19 luglio in sessione speciale, per analizzare il caso di Cassolnovo, che si trova in una situazione di difficoltà con l'organico. Entro l'anno, grazie al responso della Corte dei conti, arriveranno tre nuove assunzioni. Il paese ha visto aumentare la propria popolazione di mille persone in un anno e diminuire di tre dipendenti l'organico comunale. A disciplinare la possibilità di assumere dipendenti c'erano leggi in disaccordo tra loro. Non avendo rispettato l'anno scorso il patto di stabilità, le assunzioni erano bloccate, ma la legislazione controversa e lo stato di necessità del paese hanno convinto a dare via libera ai concorsi per l'arrivo di nuovi impiegati.
Venti dipendenti per quasi 7mila abitanti sono pochi. Basti pensare che in base alla cosiddetta legge sul «dissesto finanziario dei Comuni», nata per disciplinare il risparmio negli enti locali, il minimo consentito dovrebbe essere di un dipendente ogni 100 abitanti. Oggi a Cassolnovo il rapporto è di 1 a 300. I posti vacanti per i quali saranno emessi i bandi sono due all'ufficio tributi, che dal 31 luglio avrà come unico interfaccia un dipendente di una ditta esterna alla quale sono state appaltate le riscossioni, e uno alla polizia municipale. A creare questa situazione sono state le mobilità concesse a due vigili lo scorso autunno. Dopo alcuni mesi in cui il comando aveva soltanto due agenti, grazie a una convenzione ne è arrivato un terzo, che dopo tre mesi di prova è passato a Cassolnovo tramite la mobilità. Entro l'anno si attende il concorso per il quarto agente, che riporterebbe l'organico alla situazione dello scorso ottobre. Una situazione che comunque è sempre di ristrettezza, dal momento che in un paese di 7mila abitanti i vigili dovrebbero essere almeno 6. Grazie a una convenzione con Cilavegna sono tornati negli ultimi mesi i servizi notturni e festivi che mancavano in paese da tempo. All'ufficio tributi è andato in pensione il capo settore, mentre l'unica impiegata rimasta, che era part-time, ha rassegnato le dimissioni che scatterano dal 31 luglio. L'ufficio nei mesi scorsi è stato al centro delle polemiche e degli attacchi dell'opposizione a causa degli errori commessi riguardo a 500 cartelle esattoriali della Tarsu, che sono state annullate.
Andrea Ballone