«Nessuna contrapposizione con il Comune sul tema Rom»

PAVIA.Il consigliere circoscrizionale di Pavia est, nonché ideatore del comitato 'Libertà e Legalità", Massimo Braghieri smentisce chi ritiene che l'operato e la funzione del comitato siano in contrapposizione con quelle del consiglio di quartiere e che vogliano prendere il posto di quest'ultimo sulla 'questione Rom". «Nessuna contrapposizione - spiega - L'unica cosa che differenzia i due punti di vista sono i tempi con cui gli argomenti vengono trattati: quelli della politica sono incompatibili con gli eventi che giornalmente accadono sul territorio, le proposte rischiano di diventare superate. La presenza di presidi fissi nelle vicinanze e il pattugliamento più incisivo sul territorio sono iniziati dopo le prime mobilitazioni del comitato 'Libertà e Legalità" e, vista la notevole riduzione di segnalazioni che arrivano al nostro telefono (331.2602009), sono riuscite nell'intento di normalizzare una situazione che stava degenerando». Braghieri continua spiegando che dal suo punto di vista gli interventi sul territorio dell'amministrazione e delle forze dell'ordine sono avvenuti in seguito alla nascita del comitato e quindi anche per merito dello stesso. «Ciò fa emergere il vero problema - polemizza il consigliere - quello della scarsa incisività che il consiglio circoscrizionale ha nei confronti delle istituzioni, perché continuamente oggetto di delegittimazioni da parte dell'amministrazione comunale. Le proposte del consiglio Pavia est sono arrivate in consiglio comunale molto tempo dopo essere state formulate e sono state trattate con una modalità quasi offensiva, facendole leggere senza poterle discutere. Avevamo chiesto di convocare un consiglio comunale congiunto con il consiglio di Pavia est, in modo da poter intervenire nella discussione di quella sera. Questo non è avvenuto e ciò conferma l'intenzione di questa amministrazione di ridurre i quartieri, che sono rappresentanti democraticamente eletti dai cittadini perché li rappresentino nei rapporti col Comune». Braghieri conclude accusando il Comune di considerare le circoscrizioni strumenti inutili, responsabili dei 'costi della politica", e di voler passare le loro competenze a società fatte da politici e consulenti che al contrario delle circoscrizioni non sollevino questioni 'scomode".