Olivelli, ora serve un miracolo
PAVIA. Stop in Vaticano per Teresio Olivelli santo: la via del martirio di carità del Servo di Dio, morto nel lager di Hersbruck in Baviera il 19 gennaio 1945, non è ritenuta praticabile dalla Santa Sede. Ora resta aperta una seconda strada possibile, ma assai più impervia, quella della proclamazione delle virtù eroiche: serve però la prova provata di almeno un miracolo ottenuto per intercessione di Olivelli per consentire alla causa di canonizzazione di tagliare il primo traguardo, quello della beatificazione. La svolta inattesa è maturata alla Congregazione per le Cause dei Santi.
La prima conseguenza è stata che si è dimesso il postulatore vigevanese monsignor Paolo Rizzi, dal 1998 officiale della Segreteria di Stato di Sua Santità, che dal 2004 portava avanti la causa del martirio di carità e ha raccolto una gran mole di atti e testimonianze con cui ha costruito la 'positio", cioè il documento processuale a sostegno della canonizzazione di Olivelli. Il vescovo di Vigevano Claudio Baggini ha accolto le dimissioni di Rizzi e nominato nuova postulatrice suor Tiziana Conterbia, delle suore missionarie dell'Immacolata Regina Pacis di Mortara, già incaricata di postulare la canonizzazione di padre Pianzola.
Formalmente quindi la causa di canonizzazione del rettore del collegio Ghislieri, alpino nella Campagna di Russia, combattente della Resistenza e martire dei lager nazisti, conosciuto come il 'Ribelle per amore", resta in piedi. Ma per sbloccarla serve un prodigio, un evento soprannaturale, cioè il salvataggio o la guarigione di una persona per intercessione di Olivelli.
A spiegare in dettaglio che cosa è successo è Emanuele Gallotti, vicepresidente dell'Associazione Partigiani Cristiani e da anni instancabile sostenitore della causa di Olivelli santo, che proprio per questo il 26 maggio ha ricevuto il Premio Don Robecchi della Provincia per 'l'impegno di sensibilizzazione profuso in ricordo di Teresio Olivelli, Ribelle per Amore". Gallotti, tra l'altro, lamenta che la giunta comunale di Pavia non abbia ancora ufficializzato il protocollo di gemellaggio Pavia-Hersbruck, approvato all'unanimità dal consiglio all'epoca del sindaco Albergati.
«E' stato lo stesso monsignor Rizzi - dice Gallotti - a confermarmi i più recenti sviluppi. Il vescovo Baggini ha accolto le sue dimissioni e ha nominato al suo posto suor Tiziana Conterbia, già postulatrice della causa di canonizzazione del venerabile padre Francesco Pianzola, nato a Sartirana nel 1881 e morto a Mortara nel 1943».
«La via del martirio di carità, portata avanti nella 'positio" - continua Gallotti - è ormai chiusa. E' emerso che, dal punto di vista teologico, non ci sono elementi per considerare Olivelli martire: egli venne imprigionato e subi il suplizio nel lager di Hersbruck non in quanto cristiano ma in quanto partigiano, politico, ribelle. Olivelli non è mai stato presentato come esempio di eroismo cristiano e di testimonianza evangelica, non è visto come un santo ma come un ribelle. Ora, pertanto, non si può che seguire la via della proclamazione delle virtù eroiche, che era quella imboccata all'inizio».
«Ma ci vorrà del tempo - prosegue Gallotti - per ottenere questo riconoscimento, anche se le virtù sono palesi, e si dovrà aspettare un miracolo. Il problema è che Olivelli è poco pregato, in quanto non viene proposto come esempio di cristiano e di martire. Tant'è vero che in oltre sessant'anni dalla morte non è mai stato segnalato un miracolo, e nemmeno una grazia. La via obbligata è quella proclamazione delle virtù eroiche, della dichiarazione della venerabilità e dell'attesa del miracolo».