Viganò: «Che show ad Atene»
PAVIA. C'è chi è andato ad Atene, come il cardiochirugo Mario Viganò, e chi invece ha seguito la partita in tv. Ma tutti i milanisti, l'altra sera, hanno gioito come non mai. Perché la settima Champions nella storia del Diavolo chiude idealmente una stagione nata sotto i peggiori auspici. «La coppa ha rimesso le cose a posto dopo un inizio di campionato difficile - dice il professor Viganò, primario della cardiochirugia al policlinico San Matteo - , c'è stata una specie di criminalizzazione della squadra».
Il cardiochirurgo di fama internazionale - che si definisce «milanista genetico» - mercoledi ha visto la partita in tribuna con ex milanisti del calibro di Sacchi, Baresi, Virdis. «E' stato un grande spettacolo - dice il professore - a cominciare dalla tifoserie, coloratissime, compatte, soprattutto quella inglese. Certo la partita, sul piano del gioco, non è stata un granché, ma il bel gioco, si sa, si vede nelle semifinali». Quanto ai giocatori, al professore sono piaciuti, oltre a Inzaghi (una scelta obbligata), Dida e Kakà. Conclude Viganò: «E adesso ci godiamo la Champions con lo stile che ci caratterizza». Cioè? «Noi milanisti siamo tendenzialmente più sobri, meno inclini all'entusiasmo di altre tifoserie». Con Viganò nello stadio della capitale greca c'era il suo collaboratore, Andrea D'Armini: «La mia prima finale di champions - spiega il cardiochirurgo - è stata emozionante, non tanto per la partita in sé quanto per lo spettacolo che c'era attorno ad essa». Anche l'avvocato Fabrizio Gnocchi sprizza felicità: «Ho un unico rammarico, non essere riuscito ad andare ad Atene, ma impegni di lavoro improrogabili me lo hanno impedito. Ho seguito la partita in tv, poi ho festeggiato». Con moderazione. «La mia passione per il Milan è innata, oltre che di famiglia. Cionostante io non perdo mai la testa: la gioia è tanta, è evidente, ma noi alle vittorie, da quando c'è il presidente Berlusconi, siamo abituati, non sono un evento straordinario. E infatti stiamo già pensando ai prossimi trofei: la supercoppa di Montecarlo e la coppa Intercontinentale di Tokio». L'avvocato Gnocchi ha un sogno: «Mi piacerebbe tornasse Sheva, vederlo in campo con Ronaldo nella squadra che ha vinto di più in campo internazionale, la squadra più titolata al mondo». Batte un cuore rossonero anche nel petto dell'assessore allo sport e alla cultura del Comune di Voghera, Maurizio Schiavi: «Ho visto la partita con gli amici al circolo Casino Sociale: la partita non è stata niente di che, ma c'era da aspettarselo vista la posta in gioco». Da Voghera a Vigevano, dove tra i tifosi illustri c'è l'avvocato, ed ex assessore, Pietro Giorgis: «Due anni fa ad Istanbul abbiamo giocato benissimo, ma non abbiamo vinto, ad Atene non abbiamo giocato bene ma, per fortuna, abbiamo centrato l'obiettivo. D'altronde Seedorf e Kakà mi sono sembrati un po' fuori forma». Il presidente del Milan club di Mortara, il Mortara Vip, Augusto Brullo, una sessantina di soci: «Alcuni miei concittadini erano interessati alla trasferta ad Atene, ma quando hanno visto il costo si sono ritirati in buon ordine».